Sabato, 28 Luglio 2012 14:50

Sanatoria 2012: Cittadinanza per tutti, miseria per nessuno! Campagna e approfondimenti teorici

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Segui tutte le mobilitazioni e iniziative del Settembre 2012 per non dimenticare Abdoul "Abba" Guibre. Leggi L'articolo "Abba Vive. Cittadinanza x tutti, miseria x nessuno."
>> 21 e 22 settembre 2012: 2 giorni di Hip Hop x Abba

La campagna perchè:
Non dimenticare Abba non è soltanto un esercizio di memoria. Abba è stato ammazzato a sprangate perché nero, in una notte di fine estate non lontano dalla Stazione Centrale. Il razzismo ha ucciso tante volte e sempre qualcuno dice che si tratta soltanto del gesto di un "pazzo". Eppure il razzismo è il prodotto di una lucida politica xenofoba; un mostro che ritorna nella storia soprattutto quando comincia una crisi del sistema economico. Ai potenti serve il razzismo per dividere i poveri e metterli gli uni contro gli altri: considerare una persona "clandestino" per legge significa costringerla ad accettare salari più bassi e in seguito abbassare i salari di tutti, accusando i migranti di "rubare il lavoro". La sanatoria proposta dal governo sarà per molti soltanto una truffa, ruba molti soldi ai migranti e aiuta poche persone ad uscire dalla clandestinità.

E' un nuovo trucco per recuperare soldi e tassare chi già lavora duramente o peggio chi non ha un lavoro. Un sistema economico ingiusto è entrato in crisi e come soluzione i banchieri e i politici hanno deciso di peggiorare le condizioni di vita di tutti gli altri e di imporre sacrifici. Ma la libertà di vivere nel paese in cui si è nati o emigrati, i diritti alla salute, all'educazione, alla casa non sono concessioni dei potenti, sono cose che spettano ad ogni essere umano. Per conquistarli è necessario lottare, cominciando da pratiche di solidarietà e mutuo soccorso riconoscendosi diversi per cultura, abitudini, età, ma eguali nel desiderio di un mondo più giusto per sé stessi e per gli altri. Questo è il messaggio del movimenti #occupy e indignados, che hanno saputo parlare di democrazia reale, diretta, e di eguaglianza materiale.

Perché "non si può essere liberi e felici se non lo sono tutti" e "La cittadinanza è vera solo se si estende al mondo intero".


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LEGGI:

CONTRIBUTI:

Diritti per tutti, miseria per nessuno. Il 99 % è meticcio, ribelle e solidale.

Non dimenticare Abba non è soltanto un esercizio di memoria. Abba è stato ammazzato a sprangate per il colore della sua pelle, in una notte di fine estate non lontano dalla Stazione Centrale. Come lui prima e dopo il razzismo ha ucciso ed ogni volta ci raccontano la storia del gesto di un "pazzo", di un "fanatico", ogni volta dicono: poteva accadere a chiunque. Eppure il razzismo è il prodotto di una lucida politica xenofoba; uno di quei mostri che la storia ripropone di tanto in tanto, uno degli strumenti attraverso cui si scatena la guerra tra poveri soprattutto quando ci si inoltra in una crisi di sistema.

Un sistema che ancora oggi, pur di salvarsi, non esita ad imporre "sacrifici", svolte autoritarie e liberticide, sospensione della democrazia e dei diritti fondamentali. Il re è nudo: la libertà non è una gentile concessione e va di pari passo con il mutuo soccorso, la capacità di riconoscersi diversi, ma eguali e di lottare assieme.

Questo è il messaggio del movimento #occupy, che ha saputo parlare di democrazia reale, diretta, e di eguaglianza materiale e sperimentare strade per praticarla.

Le strade da percorrere sono sicuramente meticce, ogni fascismo come ogni chiusura identitaria è nemica della generalizzazione dei diritti e della difesa della libertà. Chiudere le sedi dei gruppi che alimentano odio razziale e rifiuto delle diversità e fare di ogni strada una babele di lingue ed esperienze significa tessere un filo di resistenza, sconfiggere quella propaganda sempre utile al potere che si nutre con il ricatto della miseria. Essere cittadini del mondo il miglior modo di essere protagonisti del proprio territorio.

Lo stile da adottare è sicuramente solidale. Il mutuo soccorso non è opera di carità, ma complicità nell'organizzare vie di fuga o possibilità di resistere. Una assunzione solidale per ottenere un permesso di soggiorno, come l'occupazione di una casa sfitta e la cassa di solidarietà tra chi sciopera in un mondo del lavoro senza più diritti, sono tutte pratiche che istituiscono una reciprocità tra chi sa di avere dei diritti e di poterli conquistare.

Inevitabilmente si tratta di essere ribelli, perché chi ha deciso di nascondere il proprio abuso di potere e denaro dietro il paravento degli scontri etnici e razziali, non è abituato a rinunciare ai propri privilegi. L'1% che alimenta quel razzismo che vogliamo sconfiggere non lascerà che ci organizziamo liberi da lui senza le lotte. Solo su una barricata, lungo un corteo, durante un picchetto, ci riconosceremo veramente.

Perciò non dimenticare Abba non è una liturgia.
Non basta se non si lotta per interrompere subito le deportazioni, i trattati con la Libia che autorizzano de facto la tortura e la violazione dei diritti umani in nome del controllo dei flussi migratori; come è successo con i migranti libici e tunisini, come succede ora con chi scappa dalla Siria.

Non serve se non si lotta per estendere i diritti di cittadinanza ed estenderli anche a chi oggi ne è escluso come ad esempio donne, uomini, bambini chiamati "clandestini" perché privi di un pezzo di carta burocratica. Cittadini sono coloro che abitano i nostri territori perché i territori sono innanzitutto di chi li abita e non di chi li possiede e li controlla secondo le norme proprietarie di questa società in crisi. Nell'anno in cui i "tecnici" ancora non hanno varato un decreto flussi, noi rivendichiamo per tutti la possibilità di accesso ai diritti . Tutte/i devono poter accedere a un contratto d'affitto, o alla richiesta di casa popolare e nessuno deve essere lasciato senza un tetto nella città delle 80.000 case sfitte. Tutti devono avere un reddito per poter vivere e contribuire al benessere degli altri. Tutti devono studiare e curarsi senza che gli sia chiesto dove sono nati o quanti soldi hanno in tasca.

Non serve se non è un modo per disegnare una idea di società diversa in cui la vita non sia una lotteria in cui scontrarsi con altri poco più o poco meno poveri di te, in cui i territori siano caratterizzati dalle lotte e non dalle indifferenze, in cui alla difesa del Welfare, della scuola, della sanità, si accompagni l'invenzione di nuove pratiche di cooperazione e complicità, nuove forme di democrazia diretta e dal basso perché "non si può essere vivi, liberi e felici se non possono esserlo tutti".

> Comitato per non dimenticare Abba e per fermare il razzismo - CS Cantiere


Cittadinanza per tutti!

Diritti per tutte e tutti significa anche diritto di cittadinanza, ovvero la possibilità di vivere e praticare davvero un territorio, indipendentemente da lingua, religione o provenienza. Ma al contempo cittadinanza significa che, gli stessi territori sono di chi li abita, di chi li costruisce e di chi ne sperimenta all'interno pratiche di solidarietà, interazione e scambio. Significa che: sui quei territori nessuno può rivendicare un potere o speculare, perché le decisioni di investimento e di trasformazione sono prese dal basso e collettivamente, attraverso momenti in cui tutti coloro che attraversano quegli spazi per lavoro, svago, scuola, casa... sono chiamati a partecipare.

Cittadinanza è per noi, la possibilità concreta di partecipare alle scelte ed alle trasformazioni territoriali, attraverso progetti, comitati, e lotte. Significa poter essere attori e non solo sempre spettatori di ciò che ci circonda. Significa scardinare la logica di chi cerca di comprarci con qualche promessa poi sempre mancata, di chi vorrebbe fare della "democrazia" un elemento normalizzante in nome del quale contenere e "integrare" ogni forma di ibridazione, contaminazione e mescolanza, invece che l'espressione di una potenza meticcia che proprio dal suo essere composita trae la capacità di attivare risposte reali e dal basso alla crisi sistemica in cui siamo immersi.

In quanto "cittadini" costruiamo ed abitiamo territori che non producono secondo i canoni stabiliti per noi da "tecnici" e speculatori: produciamo invece strategie di solidarietà concrete, rendendo realmente vivibili i quartieri e la città, creando orti nei cortili delle periferie della metropoli, occupando case laddove l'obiettivo del mercato sarebbe lasciarle vuote per farne crescere il prezzo, costruendo scuole di lingue dove imparare a conoscersi, comunicare ed apprendere nuovi strumenti per vivere e non sempre solo sopravvivere.

 E allora cittadinanza si declina in molteplici facce, ognuna specchio di un'esigenza di diritti.

Così è anche possibilità di mobilità. L'opportunità di trovare tempi e spazi diversi da quelli chiusi della casa o del posto di lavoro, di occupare e riempire di senso le strade e gli spazi lasciati vuoti perché senza prodotti utili al mercato. Di farlo gratuitamente, senza sottoporre a pedaggio il semplice spostarsi da un luogo all'altro. È la possibilità per tutte e tutti di agire la città, tenendo conto degli spazi e territori vissuti e costruiti, e non la provenienza dell'uno o la lingua parlata dall'altro. Ma è anche, contemporaneamente, la possibilità di varcare le frontiere e gli stessi confini della metropoli per raccogliere esperienze diverse, per ibridarsi ulteriormente.

È accesso a diritti come scuola, sanità, reddito, pensioni, che sono negati a chi non ha un pezzo di carta che ne affermi identità ed esistenza, ma anche a chi (e succede sempre più spesso) non ha i soldi per poterseli permettere: è la possibilità di entrare in un ospedale o di iscriversi ad una scuola senza la paura di essere denunciati, così come la possibilità di uscire dal ricatto di un costo sempre più alto dei ticket o delle tasse scolastiche ed universitarie, di chi ci chiede di "tirare la cinghia" e fa tagli sempre più forti e sistematici al welfare, mettendo nelle mani e negli interessi dei privati i diritti ed i servizi che sono invece bene comune.

È quindi una cittadinanza conflittuale, che non viene e non vuole essere ridotta a una bilancia di diritti e doveri, ma pretende protagonismo e la possibilità per tutte e tutti di prendere parola: ognuno secondo le sue capacità, a ognuno anche in base ai suoi bisogni, ma a prescindere dalla provenienza o da una supposta "cultura" (sempre più difficile da definire e contenere nell'era dell'ibridazione globale), così come indipendentemente dal genere e dalla situazione economica, vecchi razzismi che ben conosciamo e su cui si giocano altrettante strategie di potere e di controllo.

 Ed è una cittadinanza che, parafrasando Diogene, è vera solo quando "si estende al mondo intero".


Fuori razzisti e fascisti dalle nostre città

La crisi avanza e con essa la povertà e la miseria che colpiscono sempre più persone, allargandosi dalle fasce più deboli fino al ceto medio. Da decenni in Italia, ma soprattutto negli ultimi anni, la politica e le istituzioni hanno gettato benzina sul fuoco del malessere e della paura alimentando razzismo e neofascismo per distogliere i cittadini dalle responsabilità della politica dei finanzieri e addossare la colpa a un capro espiatorio che più di ogni altro paga la crisi internazionale e la cancellazione dei diritti. I migranti che provano a sfuggire alla povertà, alla crisi e alle guerre pensando di arrivare in un paese civile e democratico, si ritrovano invece in un paese razzista in cui anni e anni di demagogia leghista, ampiamente condivisa dal PDL e dai suoi esponenti, hanno portato all'approvazione di vere e proprie leggi razziali, come il reato di clandestinità, e dei respingimenti in mare. Il razzismo di politici in doppiopetto non si traduce solo in leggi e quindi in istigazione all'odio razziale, per generare guerra tra poveri e creare un clima di implicita tolleranza verso razzismi e fascismi; si traduce anche in alleanze e legittimazione di gruppi e partiti esplicitamente fascisti e razzisti.
In Europa i partiti neonazisti che hanno individuato nello "straniero" il loro nemico, acquistano sempre maggiori consensi : dal Front National francese che ha visto Marine Le Pen arrivare terza alle ultime elezioni presidenziali, agli ungheresi di Jobbik che nel 2010 hanno preso oltre il 16% dei voti diventando il terzo partito del paese, ai greci di Alba Dorata che sono entrati in parlamento nel 2012 con il 7%. In Italia il Pdl ha appoggiato e finanziato gruppi neofascisti, nel tentativo di ricompattare l'estrema destra in Italia, ha assegnato loro spazi (persino di edilizia popolare, come a Milano) e lasciato ampi margini di agibilità politica. 

Il 13 dicembre 2011 a Firenze due migranti, Modou e Mor, sono stati uccisi a colpi di pistola da un neofascista mentre erano al lavoro. L'omicida non era solo un simpatizzante, ma uno degli "ideologi" di Casapound, un'organizzazione neofascista già protagonista di altre aggressioni razziste. L'omicidio di Modou e Mor è solo il più grave di una lunga lista di aggressioni a migranti, rom, ebrei, militanti di sinistra che si sono verificati negli ultimi anni; aggressioni che la politica tende a minimizzare, ma che invece sono il segnale preoccupante di un' impunità mirata che rende la vita più facile a razzisti e fascisti di ogni sorta, e più difficile a rom, migranti e a quanti si battono per la difesa dei diritti di tutti.

Vedi anche:
>> 14 dicembre 2011, Centinaia al presidio per Modou e Mor
>> Tor Pignattara sotto assedio
>> Alba Dorata, aggressioni ai migranti in Grecia
>> Fortresse Europe, un cimitero chiamato Mediterraneo
>> Aler Milano favorisce i nazifascisti

 


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