Giovedì, 05 Luglio 2012 16:57

Nuovo Cinema Clandestino presenta:"Catastroika" e a seguire "Venera Nera"

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Nuovo cinema Clandestino presenta  ognì giovedì un doppio appuntamento da non perdere con autoproduzioni indipendenti, suggestioni audiovisive, classici senza tempo e storie tutte da scoprire, con il gusto della socialità intelligente e della cultura accessibile per tutte le tasche precarie...

h.21.30 "Catastroika" (di Katerina Kitidi e Aris Chatzistefanou)

Con l'invito a spegnere la televisione e lasciar spazio all'informazione alternativa, il documentario greco Catastroika sale in rete e tratta delle privatizzazioni cui la Grecia sarà sottoposta nel futuro immediato. l termine "catastroika" fu usato per indicare gli effetti sulla società russa delle privatizzazioni; eppure, l'uso della parola ha una valenza particolare per la Grecia governata dalla troika di Fmi, Bce e Ue. E come tutti i beni pubblici della Ddr furono svenduti al momento dell'unificazione con la Germania, sotto la direzione della famigerata Treuhand (1990-1994), così anche in Grecia opera, dal giugno del 2011, la società per azioni "Cassa per la valorizzazione della proprietà privata dello Stato" (Taipd). Questa ha lo scopo di privatizzare beni servizi, beni mobili ed immobili, fra cui l'acqua e l'energia. Non sono, però, solo le esperienze di "privatizzazione totale" russa o tedesca, ma anche quelle di "privatizzazione parziale" inglese, italiana e californiana a costituire lo scenario di quello che succederà alla Grecia nei prossimi mesi.

h.22.30 "Venera Nera" (di Abdel Kechiche)

Parigi, 1817, Accademia Reale di Medicina. "Non ho mai visto testa umana più simile a quella di una scimmia". Di fronte al calco del corpo di Saartjie Baartman, l'anatomista Georges Cuvier è categorico. Un parterre di distinti colleghi applaude la dimostrazione. Sette anni prima, Saartjie lasciava l'Africa del Sud con il suo padrone, Caezar, per andare ad offrire il suo corpo in pasto al pubblico londinese delle fiere e degli zoo umani. Donna libera e schiava al tempo stesso, la "Venere ottentotta" era l'icona dei bassifondi, sacrificata al miraggio di un'ascesa dorata...

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