Martedì, 03 Luglio 2012 13:09

Si parte e si torna insieme, Genova 2001 non è finita! Contro abusi di potere e crimini di Stato!

Vota l'articolo

 

150x120

>>Genova, Valle, abusi di potere e crimini di Stato

>>Date e apputamenti

>>Campagna e appello 10x100 Genova 2001 non è finita!

>>Materiali sul G8 di Genova

>>Link utili


Il 13 luglio ci sarò la sentenza del tribunale di cassazione per 13 attivisti imputati di devastazione e saccheggio per le giornate del g8 di Genova 2001.

Il 19, 20 e 21 luglio 2001 durante il summit degli 8 potenti del mondo, oltre 300mila persone scesero nelle strade di Genova reclamando un altro mondo possibile, sulla cresta di un movimento globale che da Seattle in poi sfidava i vertici e le loro politiche neoliberiste di sfruttamento. A Genova 8 potenti erano riuniti per decidere le sorti di 6 miliardi di persone.

Se oggi negli anni della dittatura della finanza è evidente che capitalismo e democrazia sono inconciliabili, già allora non era difficile capirlo e la "gestione dell'ordine pubblico" in quei giorni ne è stato solo l'esempio più lampante, tra le cariche ingiustificate e violentissime da via Tolemaide fino a piazza Alimonda, il brutale assassinio di Carlo Giuliani, la macelleria della Diaz, le torture di Bolzaneto, l'uso massiccio dei gas cs addirittura proibiti all'uso in guerra per la nocività (e tuttora usati dalla polizia come in Val Susa)... .

13 manifestanti di quelle giornate che nelle strade esercitarono il sacrosanto diritto di resistenza davanti a barbarie spropositate rischiano di venire condannati il prossimo 13 luglio per un totale di 100 anni di carcere, per l'imputazione di devastazione e saccheggio,  reato di matrice fascista e pensato in e per i tempi di guerra

Ben altro discorso ovviamente vale per i responsabili delle palesi violazioni dei diritti umani. Il 5 luglio si pronuncerà la cassazione per gli aguzzini della Diaz, ma finora nessuno tra Manganelli, De Gennaro e compagnia è mai stato sospeso dagli incarichi, anzi, nella maggior parte dei casi sono stati addirittura promossi e nessuno pare aver mai avuto intenzione di cambiare linea. Il discorso vale, tanto per fare un esempio, anche per  Spartaco Mortola, oggi capo della Polfer di Torino. Lo sanno bene i manifestanti milanesi di ritorno dal corteo no Tav del 25 febbraio colpiti dalla cariche a base di manganelli e gas cs sparati sui vagoni del treno alla stazione di Porta Nuova.

A proposito di No Tav, in questi giorni si aprono anche i processi contro il movimento. Dopo il maxi blitz dello scorso gennaio per il corteo del 3 luglio dello scorso anno dove contro l'inizio degli scavi per l'alta velocità parteciparono oltre 70 mila persone, ancora adesso ci sono diversi compagni in tutta Italia ancora in carcere, ai domiciliari o  che subiscono vari tipi di restrizioni.

Da gennaio ad oggi dal nord al sud c'è stata e continua ad esserci una forte solidarietà attiva: "siamo tutti black block" e "si parte e si torna insieme" sono stati tra gli slogan più cantati da ragazzi, adulti, valligiani, cittadini... . Il 6 luglio ci sarà la prima udienza al tribunale di Torino e i comitati della valle hanno dato l'appuntamento lì sotto per un presidio.

Ieri come oggi il film è già visto: quando un movimento cresce, produce consenso, partecipazione e conflitto ed è in grado di mettere in seria crisi il potere, il suo business e i suoi privilegi, si cerca di metterlo a tacere e di indicare i suoi attivisti come pericolosi criminali. Quando chi comanda si sente minacciato, come succede sempre più spesso in questi tempi di crisi, come in passato non esita ad alimentare un clima di tensione e paura ad hoc specialmente intorno a chi alza la testa, ad invocare l'unità nazionale e la difesa delle istituzioni proprio quando queste sono meno democratiche che mai, a cercare capri espiatori e criminalizzare il dissenso.

E' ora più importante che mai coltivare la memoria di ciò che è già stato, dalla strategia della tensione dal '69 in poi alle giornate del 2001 e tenerla viva nelle lotte.

L'impunità per i crimini di stato è ormai una prassi che stride a confronto dei tentativi di repressione, ma che già di per sé è comunque intollerabile. Ovviamente pensiamo a Carlo Giuliani, ma anche a Federico Aldovrandi, i cui assassini nonostante la condanna in cassazione non sono stati sospesi neanche per un giorno, a Giuseppe Uva, a Stefano Cucchi, Aldo Bianzino, Michele Ferrullli e purtroppo molti altri.

Dalle questure e le carceri, alle manifestazioni fino alla quotidianità dei quartieri riducono dalla più grande alla più piccola istanza o ricerca di libertà, diritto e dignità ad una mera questione di ordine pubblico peraltro affidata a ignoranti, pazzi invasati, armati, abituati ad agire da branco di cani rabbiosi, legittimati a compiere abusi dalla divisa che indossano.

Il 20 luglio (anche anniversario dell'omicidio di Carlo Giuliani), comincerà il processo ai 4 poliziotti che hanno ammazzato con un pestaggio Michele Ferulli durante un fermo in seguito ad una chiamata per schiamazzi  nel quartiere popolare tra Corvetto e Molise-Calvairate. Michele era un padre di famiglia, era occupante per necessità e compagno del comitato di lotta per il diritto alla casa del quartiere, dalla parte della sicurezza dei diritti. E' morto a causa della falsa sicurezza, quella che viene invocata dal potere per negare le libertà, militarizzare i quartieri e mettere a tacere le persone. Chiediamo a gran voce giustizia e verità per Michele e per gli altri, diritti e dignità nei quartieri delle città. Per questo invitiamo a partecipare proprio il 20 luglio al presidio che ci sarà sotto al tribunale di Milano.

Si parte e si torna insieme, genova 2001 non è finita e non lo è a maggior ragione la lotta No Tav.

Continuiamo a lottare territorio per territorio, in città come in valle, guardando anche finalmente come 11 anni fa ad un contesto di movimento dal respiro globale con #occupy.

Non possiamo accettare i 100 anni che vorrebbero infliggere con un'operazione di criminalizzazione e revisionismo. Per questo invitiamo a aderire e sottoscrivere la campagna 10x100 e a diffondere azione e controinformazione. Sabato 7 Luglio il block party della campagna #occupatideltuoquartiere sarà dedicata al g8 di Genova e alla campagna!


DATE E APPUNTAMENTI:

-5 luglio: sentenza del tribunale di cassazione sui poliziotti accusati delle violenze alla Diaz

-6 luglio: prima udienza del processo contro il movimento No Tav e il corteo dello scorso 3 luglio. PRESIDIO ORE 9,00 SOTTO AL TRIBUNALE DI TORINO!

-7 luglio: #occupatideltuoquartiere! BLOCK PARTY, 10X100 GENOVA 2001 NON E' FINITA! in Piazza Selinunte a S.Siro block party con proiezione film Diaz, materiali sul g8 di Genova e sulla campagna!

-13 luglio: sentenza del tribunale di cassazione sui 13 manifestanti accusati di devastazione e saccheggio per il g8 di Genova

-20 luglio: prima udienza del processo contro i 4 poliziotti che hanno ammazato di botte Michele Ferruli, PRESIDIO SOTTO AL TRIBUNALE DI MILANO, GIUSTIZIA E VERITA' PER MICHELE!


 LEGGI L'APPELLO E ADERISCI ALLA CAMPAGNA:

banner-genova

DIECI, NESSUNO, TRECENTOMILA...

APPELLO ALLA SOCIETÀ CIVILE E AL MONDO DELLA CULTURA

La gestione dell'ordine pubblico nei giorni del G8 genovese del luglio del 2001, rappresenta una ferita ancora oggi aperta nella storia recente della repubblica italiana.

Dieci anni dopo l'omicidio di Carlo Giuliani, la "macelleria messicana" avvenuta nella scuola Diaz, le torture nella caserma di Bolzaneto e dalle violenze e dai pestaggi nelle strade genovesi, non solo non sono stati individuati i responsabili, ma chi gestì l'ordine pubblico a Genova ha condotto una brillante carriera, come Gianni De Gennaro, da poco nominato Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio.

Mentre lo Stato assolve se stesso da quella che Amnesty International ha definito "la più grande sospensione dei diritti democratici in un paese occidentale dopo la seconda guerra mondiale", il prossimo 13 luglio dieci persone rischiano di diventare i capri espiatori e vedersi confermare, in Cassazione, una condanna a cento anni di carcere complessivi, in nome di un reato, "devastazione e saccheggio", che rappresenta uno dei tanti detriti giuridici, figli del codice penale fascista, il cosiddetto Codice Rocco.

Un reato concepito nel chiaro intento, tutto politico, di perseguire chi si opponeva al regime fascista. Oggi viene utilizzato ipotizzando una "compartecipazione psichica", anche quando non sussiste associazione vera e propria tra le persone imputate. In questo modo si lascia alla completa discrezionalità politica degli inquirenti e dei giudici il compito di decidere se applicarlo o meno.

E' inaccettabile che, a ottant'anni di distanza, questa aberrazione giuridica rimanga nel nostro ordinamento e venga usata per condannare eventi di piazza così importanti, che hanno coinvolto centinaia di migliaia di persone, come le mobilitazioni contro il G8 a Genova nel 2001.

Non possiamo permettere che dopo dieci anni Genova finisca così, per questo facciamo appello al mondo della cultura, dello spettacolo, ai cittadini e alla società civile a far sentire la propria voce firmando questo appello che chiede l'annullamento della condanna per devastazione e saccheggio per tutti gli imputati e le imputate.

Per una battaglia che riguarda la libertà di tutte e tutti.

PER FIRMARE VAI SUL SITO DELLA CAMPAGNA: www.10x100.it


LEGGI LO SPECIALE PER I 10 ANNI DA GENOVA CON IL VIDEO SPOT, SHOCK PRESS E MATERIALI!

NoJustice NoPeace


Genova 2001-2011, Cambiare il mondo è possibile?

 


LINK UTILI:

>>10x100, genova 2001 non è finita! 

>>supporto legale (g8 genova) 

>>processi g8

>>comitato piazza Carlo Giuliani

>>notav.info

>>per Stefano Cucchi 

>>giustizia per Aldro 

>>verità per Aldro 

>>osservatorio repressione

 


Disclaimer

I contenuti pubblicati in questo sito sono pubblicati sotto licenza Creative Commons.

Licenza Creative Commons

Questo sito è validato secondo gli standard:

Valid XHTMLValid CSS
Vai all'amministrazione
>>> Login <<<