Occupy Wall Street... detonatore di Occupy All Streets
Da quando è cominciata la crisi globale il neoliberismo ha risposto con ferocia: la speculazione, appena le banche sono state salvate dall'iniezione di denaro pubblico in Europa e in America, ha continuato a farsi beffe delle vite di miliardi di persone giocando con i prezzi, i cambi e i prodotti finanziari che costituiscono una gigante bolla che vale molte volte di più dell'intera economia mondiale.
I bisogni, la povertà, la necessità di difendere i diritti conquistati e di accedere ad un reddito sono stati motori scatenanti di rivolte e rivoluzioni capaci di conquistare lo spazio urbano, solitamente delle grandi piazze, difendendolo dalle polizie o dagli eserciti per esprimere un rifiuto e sperimentare una nuova esplosione di democrazia. Continua a leggere
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24 Maggio 2012 - #OCCUPY WEB con F. Berardi Bifo
La ferocia matematica e il controllo della rete nel neoliberismo
La globalizzazione si fonda sulla dimensione digitale: il mondo si è fatto rete e il potere utilizza delocalizzazione e deterritorializzazione, ma anche all'opposto erige confini e censura. Un incontro sul movimento Occupy e l'astrazione digitale, un'occasione per discutere con Bifo dell'appello ai softwaristi e dell'esodo dalla macchina del debito-autoritarismo.
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13 Giugno 2012 - #OCCUPY WALL STREET con David Graeber
Facciamo esplodere la democrazia
Rivoltandosi contro il Debito #Occupy Wall Street ha riscoperto l'immaginazione radicale e sta re-inventando la democrazia.
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In collaborazione con gli editori


19 Giugno 2012 - #OCCUPY COMMON con M. Hardt
Dall'attacco alla finanza alla riappropriazione del comune
Dalle piazze della city e del centro di Madrid un movimento globale nato contro il capitalismo finanziario si sta spostando nei quartieri occupano edifici per farne case, centri sociali, servizi comunitari e luoghi in cui incrociare esperienze e cooperare, lungo una strada che porta dalla denuncia della finanza alla riappropriazione del comune.
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23 Giugno 2012 - #OCCUPY HOMES con i movimenti spagnoli di lotta per la casa @Piazza Selinunte
Mai più case senza gente, mai più gente senza casa
In tutto il mondo, soprattutto occidentale, la crisi, iniziata con il nome di crisi dei mutui, porta con sè l'aumento esponenziale dell'emergenza abitativa, ma anche pratiche di occupazione dove, attraverso il diritto alla casa, si ricomincia a vivere i propri territori.
Da quando è cominciata la crisi globale il neoliberismo ha risposto con ferocia: la speculazione, appena le banche sono state salvate dall'iniezione di denaro pubblico in Europa e in America, ha continuato a farsi beffe delle vite di miliardi di persone giocando con i prezzi, i cambi e i prodotti finanziari che costituiscono una gigante bolla che vale molte volte di più dell'intera economia mondiale. Continua a leggere
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[...] I bisogni, la povertà, la necessità di difendere i diritti conquistati e di accedere ad un reddito sono stati motori scatenanti di rivolte e rivoluzioni capaci di conquistare lo spazio urbano, solitamente delle grandi piazze, difendendolo dalle polizie o dagli eserciti per esprimere un rifiuto e sperimentare una nuova esplosione di democrazia.
Occupy Wall Street ha segnato una nuova pagina del movimento globale attaccando direttamente la finanza globale, "spogliando il Re" e mettendo al centro dell'attenzione l'espropriazione della democrazia da parte del capitalismo. Oggi gli Stati sono sempre più ridotti a caserme, le uniche funzioni residue che hanno sono quelle di reprimere il dissenso, mentre istituzioni sovranazionali e non elette governando le economie dettano le agende ed arrivano a sospendere la democrazia come è avvenuto in Italia ed in Grecia ripetutamente in questi mesi. La differenza dal punto di vista del potere è che ai grandi vertici transnazionali si preferisce il silenzioso e inesorabile incedere dei "mercati", alla sovraesposizione di Fondo Monetario Internazionale e Banca Mondiale si preferisce il commissariamento dei governi da parte dell'Unione Europea, tramite commissari poco interessati ad ottenere consenso popolare quanto più legati a doppio filo con le grandi banche d'affari.
La crisi del debito è stata uno strumento utilissimo di "ShockEconomy" è servita per proporre l'austerity come unica alternativa possibile in Europa ed imporre questo modello monetarista e fondato sulla privatizzazione di tutto cio' che è pubblico e la appropriazione indebita di tutto ciò che era bene comune.
Quello che accade in Europa e' la dimostrazione che il neoliberismo ha deciso di liquidare i conti con la democrazia, svuotando fino in fondo il senso della rappresentanza. L'autoritarismo passa dalla brutale imposizione di politiche a cui "non e' possibile sottrarsi" fino ad arrivare ad uno scontro frontale con la prassi democratica come accade in Grecia dove e' necessario andare a elezioni fino a che il popolo non avra' votato nel modo richiesto, ma passa anche dalla censura del web attraverso le leggi come Acta, Sopa, Pipa e la nostra provincialissima versione Fava.
A fronte di tutto questo i movimenti cercano strade per "far esplodere la democrazia", ovvero per sperimentare nuove forme di azione e decisione partecipate, che garantiscano, a differenza del modello unico della globalizzazione neoliberista, dignità e diritti per tutti. Gli attacchi di anonymous alla macchina digitale del controllo sono segreti, ma spesso vengono attivati grazie alla complicita' di moltissime persone e colpiscono vere e proprie fortezze quali l'fbi e i dati sensibili delle grandi banche. Questa attivita' sovversiva cybernetica e' alimentata da una attitudine diffusa ad usare la tecnologia per rompere le barriere che la legge erge contro la diffusione del sapere, della cultura, a partire da musica e film. Le "acampadas" in tutto il mondo sono luoghi di ricomposizione e confronto nei quali spostare "qui ed ora" la sperimentazione di nuova democrazia ed hanno saputo svilupparsi in luoghi e condizioni assai diverse tra loro. La pratica di occupare, ovvero riappropriarsi degli spazi lasciatio vuoti dalla rendita per realizzare case per chi non ne ha, centri comunitari di distribuzione di servizi di base, luoghi per lo sviluppo di solidarietà, socialità e creatività, ma anche spazi dell'organizzazione politica dal basso coniuga il bisogno di riappropriarsi materialmente delle condizioni necessarie a sopravvivere e vivere e il desiderio di democrazia e cooperazione.
La democrazia reale coniuga inevitabilmente l'eguaglianza sociale con la libertà e la partecipazione ed è l'alternativa possibile, nel tempo i cui il capitalismo non mostra nessuna via d'uscita ma solo di condurre il pianeta verso il baratro del disastro ambientale, verso un crescente autoritarismo e una incolmabile diseguaglianza.

















