Assistiamo alla distruzione dei diritti sociali ed alla sospensione della democrazia sequestrata da cricche di affaristi e dai tecnici che obbediscono ai mercati, un termine tanto ambiguo, quanto difficile da individuare. La democrazia scompare travolta dall'emergenza e la crisi trasforma le stesse elites al potere: non c'è più spazio per le democrazie liberali e l'autoritarismo è sempre più parte integrante del programma degli emissari della finanza. Ne parliamo il 19 Aprile @ Cantiere, presentazione del libro "Chi decide" con Max Guareschi, Lucia Tozzi e Federico Rahola.
Leggi la scheda del libro "Chi decide"
Governo Monti, Austerity europea, suggerimenti di lettura:
Il bufalo e la locomotiva, di Franco Berardi Bifo
Il bufalo e la Locomotiva: di Franco Berardi Bifo, 7 Gennaio, Micromega
"... tra bufalo e locomotiva la differenza salta agli occhi: la locomotiva ha la strada segnata, il bufalo può scartare ... " (Francesco de Gregori). Cosa significa la frase: Monti faccia la sua opera? Traducendo in italiano: Monti si sbrighi a distruggere la vita di milioni di pensionati, lavoratori, insegnanti, studenti, migranti, si sbrighi a spostare un'enorme quantità di risorse dalla società alle casse del ceto finanziario predone, insomma si sbrighi a distruggere la vita civile e a creare le condizioni per un'ondata di rigetto anti-europeo razzista e nazionalista. Poi si ritorni alla democrazia. Per farci cosa? Per decidere il colore con cui dipingere le macerie?
La svolta autoritaria del neoliberismo, di Maurizio Lazzarato
La svolta autoritaria del neoliberismo: Debito e Austerità, il modello tedesco del pieno impiego precario, di Maurizio Lazzarato, dal sito di Uninomade
L'indebitamento dello Stato era, al contrario, l'interesse diretto della frazione della borghesia che governava e legiferava per mezzo delle Camere. Il disavanzo dello Stato era infatti il vero e proprio oggetto della sua speculazione e la fonte principale del suo arricchimento. Ogni anno un nuovo disavanzo. Dopo quattro o cinque anni un nuovo prestito offriva all'aristocrazia finanziaria una nuova occasione di truffare lo Stato che, mantenuto artificiosamente sull'orlo della bancarotta, era costretto a contrattare coi banchieri alle condizioni più sfavorevoli. Ogni nuovo prestito era una nuova occasione di svaligiare il pubblico, che investe i suoi capitali in rendita dello Stato. K. Marx, Le lotte di classe in Francia
Leggi la scheda del libro "La Fabbrica dell'uomo indebitato" di Maurizio Lazzarato, edito da DeriveApprodi
Giorno dopo giorno siamo sempre più debitori: nei confronti dello Stato, delle assicurazioni private, delle imprese... E per onorare i nostri debiti siamo sempre più costretti a diventare «imprenditori» delle nostre vite, del nostro «capitale umano». Il nostro orizzonte materiale ed esistenziale viene così del tutto stravolto.
Il debito, tanto privato che pubblico, è la chiave di volta attraverso la quale leggere il progetto di un'economia fondata sul pensiero neoliberista.
Capitalism a Ghost Story / Fantasmi del Capitale, di Arundhati Roy
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Antilla (nella foto) appartiene all'uomo più ricco dell'India, Mukesh Ambani. Avevo letto di questa abitazione, la più costosa mai costruita, ventisette piani, tre piattaforme di atterraggio per elicotteri, nove ascensori, giardini pensili, sale da ballo, stanze climatiche, palestre, sei piani di parcheggi, e seicento addetti. Niente mi aveva preparata al prato verticale, una torreggiante parete d'erba che cresce su una vasta griglia metallica. L'erba aveva chiazze secche; parti erano cadute in rettangoli precisi. Chiaramente la 'ricaduta dall'alto' non ha funzionato.
Se cento giorni di Monti vi sembran pochi, di "Pasquino"
Se cento giorni di Monti vi sembran pochi, di "Pasquino", edito da Jaca Book
Il "Pasquino" del presente pamphlet è un impiegato della Presidenza del Consiglio dei ministri che racconta il cambio di governo tra Berlusconi e Monti e segue via via, con i colleghi, i passi del nuovo esecutivo. Da ottimista e, dovremmo dire, vitalista, "Pasquino" diviene sempre più preoccupato per la piega che prendono gli eventi a livello di scelte economiche e di ricaduta sul lavoro e la vita della gente. Da sostenitore d'ufficio di un governo di 'professori' si trasforma in prudente e poi deciso critico, solidale con chi smaschera decisioni che gravano sulla condizione dei più deboli. Il tutto si svolge nella chiacchiera e nello scherzo con i colleghi, ma con uno sguardo attento al Paese e a chi, in esso, si mostra più cosciente. Ciò che viene preso in considerazione è l'operato economico del governo con le conseguenze macroscopiche a livello sociale per varie categorie di cittadini. Altre tematiche non sono trattate da "Pasquino". Questa cronaca, anche divertita, vista tramite impiegati del Palazzo, non termina in un'atmosfera da funerale. La lettura di un altro volumetto, citato alla fine del presente pamphlet, e che è circolato tra gli impiegati dell'ufficio di Presidenza, fa vedere come quanto accade non sia necessariamente senza uscita.

















