Una giornata di mobilitazioni per ottenere un futuro libero dal razzismo.
Questo è quello che si propone per il 1° marzo 2010, una tappa importante nel percorso di conquista dei diritti per i migranti e contro il clima xenofobo continuamente fomentato da leggi e politiche di discriminazione.
Dal pacchetto-sicurezza, ai respingimenti dei migranti, all'introduzione del reato di immigrazione clandestina, ci propinano provvedimenti assurdi, che tentano poi di riprodurre goffamente all'inteno della scuola: così vediamo inneggiare a politiche che ricordano persino l'apartheid, dalle classi-ghetto al tetto massimo del 30% per classe di alunni stranieri, mentre assistiamo al taglio dei mediatori culturali e delle compresenze.
Eppure nella quotidianità della scuola, come nella vita di ogni giorno, è evidente il processo sempre più naturale di immeticciamento: gli studenti crescono insieme e si formano a partire dal confronto reciproco delle esperienze, siano essi "autoctoni" o originari di altri paesi. Proprio la varietà e le differenze sono un valore indiscutibile nella scuola, che rappresenta il primo punto di incontro e scambio nella vita di qualsiasi ragazzo/a.
La gravità della riforma Gelmini (approvata dal Consiglio dei Ministri il 4/02/10) consiste nell'annientamento di tutte quelle discipline che maggiormente insegnano a leggere il mondo e la società che ci circonda, privando sempre più le nuove generazioni di capacità critiche.
Ad esempio vengono drasticamente ridotte le ore di Geografia, se non del tutto eliminate: nel mondo della globalizzazione e del neoliberismo è impensabile non conoscere i processi socio-economici e politici che influenzano i mercati, le guerre, le migrazioni... Inoltre subiscono un pesante ridimensionamento anche le ore di Italiano e di Storia, che già adesso bastano a malapena ad arrivare oltre la seconda guerra mondiale.
Insomma agli studenti vengono lasciate solo due scelte: l'ignoranza o la "cultura" del lavoro. Infatti con la Riforma vengono azzerate le sperimentazioni (da più di 400 a soli 6 indirizzi per i licei) e gli studenti spediti a fare apprendistato già dai 15 anni; la scuola diventa una fabbrica di ignoranza, in cui tutto ciò che è diverso provoca paura, odio e razzismo.
Noi non ci stiamo; la nostra generazione è ibrida e per questo antirazzista, vive molti mondi e parla tante lingue. Crediamo in una società diversa, in cui si rispettino i diritti e la libertà di ognuno e dove al posto dell'odio e della paura ci siano cultura e sapere libero, dove al posto di tetti massimi e classi-ghetto ci siano il confronto e la conoscenza reciproca. Per questo vogliamo giocare la nostra battaglia a partire dalla scuola, lo specchio di una società futura.
L'1 marzo sarà un'occasione per riempire i nostri istituti di cultura, di parole, di scambio, di conoscenze, contro chi vuole renderci fieri e ignoranti. Costruiamo una giornata di mobilitazione in tutte le scuole: iniziative, assemblee, giornate autogestite per dare spazio a una scuola differente, che parla di attualità e ci insegna a conoscere il mondo in cui viviamo.
Intanto ci prepariamo anche a scendere in piazza nella giornata di sciopero del 12 marzo, con un altro No-Gelmini Day per ribadire che il mondo della scuola non si piega alle riforme d'ignoranza del ministero, che una scuola di qualità e cultura è possibile, e siamo pronti a cominciare a costruirla da noi. Saremo in piazza venerdì 12 marzo alle 9.30 in L.go Cairoli.






