Pubblicato in Cantiere da RSK Crew
Domenica 28 Febbraio 2010 12:10
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ABBA VIVE IN OGNI LOTTA ANTIRAZZISTA!
Domenica 14 settembre 2008 - All’alba di domenica, in via Zuretti viene ammazzato a sprangate un ragazzo. Abdoul, 19 anni, italiano e di colore. I suoi assassini, gestori di un locale, si nascondono dietro la scusa del furto di un pacchetto di biscotti; ma quella notte Fausto e Daniele Cristofoli, quando hanno inseguito armati di spranghe Abdoul e i suoi amici, urlavano “sporchi negri vi ammazziamo”.
Lunedì 15 settembre 2008 - Centinaia di persone si riversano nelle strade di Cernusco con una faccolata. Il messaggio è chiaro: “Il razzismo uccide! E’ questa la vostra sicurezza?”. Ragazze e ragazzi prendono la testa del corteo con cori rumorosi e applausi: c’è la voglia e il bisogno di farsi sentire, di urlare la rabbia per una tragedia e per un contesto politico che ne è la causa.
Mercoledì 17 settembre 2008 - Nasce il “Comitato per non dimenticare Abba e per fermare il razzismo”. La prima iniziativa è la realizzazione di un murales proprio nel campetto da basket sotto casa di Abdoul, scrivendo: “Abba vive. Razzismo stop”.
Giovedì 18 settembre 2008 - Migliaia di studenti in scendono in piazza gridando “Il colore non importa” e “Siamo tutti Abba”. Giunti in via Zuretti, il bar degli assassini viene sanzionato; in via Zuretti il lungo silenzio viene coraggiosamente rotto dalla denuncia della sorella di Abba: “E’ impossibile che nessuno abbia visto niente! Dobbiamo lavorare molto insieme perché l’Italia è troppo indietro coi tempi!”.
Sabato 20 settembre 2008 - Un oceano di persone invade il centro di Milano:
dalla periferia fno al centro della metropoli, traccia nuove pratiche di cittadinanza attiva, declinando una tragedia individuale in una esperienza collettiva di solidarietà e mobilitazione. Arrivare in piazza Duomo non è abbastanza: la testa del corteo è all’angolo con via Manzoni, sfonda il cordone di polizia e, mosso da rabbia, da affetto e da una forza istintiva, corre corre corre verso via Zuretti, inarrestabile. La manif sauvage si burla della polizia che tenta di bloccarla: “Siamo avanti, dietro, dappertutto”. Il messaggio arriva chiaro: ora basta! Via Zuretti è raggiunta e in pochi istanti già ha cambiato nome: sulla targhetta si legge “Via Abba”. Non c’è spazio per i razzisti, non c’è spazio per un clima di intolleranza e paura. Questo presente è senza dubbio il futuro, non c’è alcuna possibilità di tornare indietro. Come spiegava un signore in corteo, pelle nerissima, camicia elegante con sopra maglietta per Abba: “siamo nel XXI secolo accidenti!”.
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COMITATO PER NON DIMENTICARE ABBA E PER FERMARE IL RAZZISMO:
nasce a partire dall’iniziativa di chi ha reagito decidendo di ricordare Abba, senza dimenticare che è stato ucciso dal razzismo. Vogliamo fermare l’intolleranza e la xenofobia perché non succeda mai più ciò che è successo ad Abba e perché tutti i giorni sono fonte di sofferenza per ragazzi e ragazze, persone di ogni età, discriminate a causa del colore della loro pelle o di qualche supposta “diversità”. Il nostro intento è quello di continuare ad organizzare iniziative culturali nelle scuole, nelle piazze, nelle strade, ovunque, moltiplicare le zone libere dal razzismo, ribellarsi alla violenza razzista. Per questo ad un anno dall’omicidio di Abba abbiamo organizzato un’altra manifestazione con migliaia di persone. |
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