Il C.S.A. Barattolo appartiene a tutta la città, il Barattolo continuerà a vivere!
Pubblicato in Spazi Sociali da RSK Crew Venerdì 19 Febbraio 2010 16:09 PDF Stampa E-mail
  

COMUNICATO DEL CSA BARATTOLO IN DIFESA DELLO SPAZIO

Con la delibera di rescissione della convenzione la giunta comunale del sindaco si appresta a fare quanto aveva promesso fin dalla campagna elettorale: porre fine all’esperienza di un Centro Sociale Autogestito a Pavia.

Almeno questa promessa l’hanno matenuta…Sono infatti state sistematicamente infrante quelle fatte agli studenti di questa città quando il candidato sindaco si presentava come “sindaco giovane per i giovani”: prometteva di rimuovere le ordinanze “antibivacco” e invece ne ha aggiunte di nuove; prometteva di aprire spazi dove fare musica e cultura e invece, non solo non ha fatto nulla per realizzarli, ma ha approvato progetti alquanto discutibili in quegli spazi che avrebbero potuto ospitarli (ad esempio un bel parcheggio sotterraneo di tre piani in pieno centro storico al posto dei bagni pubblici).

Un po’ di Storia:
Il Barattolo è nato 12 anni fa quando un gruppo di ragazzi, all’interno del progetto per il “Quartiere Sociale”, ha preso uno spazio inutilizzato e vuoto e ha incominciato a riempirlo di idee e iniziative.
Il Barattolo promuove un modello di socialità basato sul principio dell’autogestione, sulla partecipazione diretta dei cittadini, su forme di aggregazione slegate dalla logica del guadagno personale. La scelta di questa forma organizzativa è il motivo per cui è stato possibile realizzare una miriade di collaborazioni con i gruppi e le associazioni più svariate che, rimaste impantanate nella burocrazia e nell’indifferenza comunale, hanno trovato nel Barattolo l’unica realtà disposta a dargli spazio.
In questi anni il centro è diventato uno spazio di libero confronto aperto a tutta la cittadinanza con l’unica discriminante dell’antirazzismo e dell’antifascismo, valori fondanti non solo del Barattolo ma della Repubblica nata dalla Resistenza. Questa è una delle ragioni per cui il Barattolo non piace ad una giunta che conta diversi protettori politici (Centinaio) e legali (Trivi) dei picchiatori con le teste rasate e la svastica tatuata, oltre a numerosi altri nostalgici del ventennio.

I nostri “crimini”…
La giunta ha avuto gioco facile a mascherare i reali motivi dell’attacco al Barattolo riparandosi dietro le “gravi violazioni delle regole” (fissate dal regolamento di utilizzo del Barattolo e dalla convenzione) di cui ci siamo resi responsabili, gravità come “somministrare bevande e cibi al pubblico”, “non rispettare gli orari” che ci imporrebbero di chiudere baracca e burattini entro mezzanotte (che implicherebbe cacciare via il pubblico alle 22.30!), ospitare le iniziative di numerosi gruppi e associazioni, come il Gruppo di Acquisto Solidale, gruppi teatrali, collettivi studenteschi, associazioni di migranti, coordinamenti di cittadini ecc. che non ne avrebbero titolo. Ma come scusate…Non eravamo accusati del contrario?! di usare il posto in “modo privatistico” e di “negare la possibilità ad altri di usufruirne”?!
Avevamo chiesto di intavolare una trattativa per ridiscutere un regolamento evidentemente inadeguato per una struttura destinata ad ospitare iniziative per i giovani e, come risposta, ci hanno intimato di non fare più musica aggrappandosi ad una rilevazione arpa del 2006, fatta prima degli ultimi lavori di insonorizzazione, e inventandosene una successiva inesistente!
Quando, dopo 5 mesi, abbiamo organizzato il primo concerto per lanciare il concorso sconcertante rivolto alle bands giovanili pavesi e ci siamo rifiutati di annullarlo o di spostarlo, a spese dei contribuenti, nel locale privato dell’assessore Bobbio Pallavicini (!), hanno deciso di cacciarci con la forza.

Le loro responsabilità…
Solo per citarne alcune: vogliono privatizzare l’acqua pubblica, aumentano le rette degli asili e delle mense, sostengono l’ecomostro Broni-Mortara, permettono la chiusura dei cinema per realizzarci speculazioni immobiliari, hanno sgomberato decine di famiglie lasciando all’addiaccio donne e bambini, tagliano le corse degli autobus e costruiscono megaparcheggi sotto la Pavia monumentale e, dulcis in fundo, continuano a sostenere l’assessore provinciale “Lady Abelli”, moglie del loro padrino politico, implicata nel riciclaggio di denaro a spese dei contribuenti. Dove stanno quindi i veri delinquenti?

Almeno su una cosa hanno ragione…
Tra tutte le accuse che ci hanno mosso almeno una e vera e ne siamo orgogliosi: al Centro Sociale Autogestito Barattolo facciamo politica! Non come la intendono loro, non la politichetta di chi si occupa di spartirsi voti, di acquisire potere, di aiutare le varie lobby che li sostengono (come CL e la Compagnia delle Opere a cui è legato l’assessore Assanelli…). La politica di chi, indipendente da ogni partito, passa i propri week-end a lavorare gratuitamente, a ramazzare per terra e a pulire i cessi per fare qualcosa per una città morta come Pavia; di chi la sera non si atrofizza il cervello davanti alla TV ma si confronta e discute per poter difendere il proprio territorio, e le persone che lo abitano (senza alcuna distinzione di razza o di ceto), da chi vorrebbe svenderlo e svilirlo.

Nonostante tutto non ci avete intimidito!
La risposta di tutte le persone che sabato scorso sono intervenute per difendere lo spazio sociale è ancora una volta la dimostrazione del fatto che Il Barattolo appartiene ed è sentito come un bene comune da parte di moltissime persone in questa città. Persone che non sono disposte ad accettare supinamente l’arroganza di chi vorrebbe cancellare dalla storia di questa città un pezzo così importante della sua identità.
Per questo rilanciamo la mobilitazione permanente in difesa dello spazio e indiciamo una manifestazione in difesa degli spazi sociali e contro la politica della giunta comunale.

“Perché, mentre il manganello può sostituire il dialogo, le parole non perderanno mai il loro potere; perché esse sono il mezzo per giungere al significato, e per coloro che vorranno ascoltare, all'affermazione della verità. E la verità è che c'è qualcosa di terribilmente marcio in questo paese. Crudeltà e ingiustizia, intolleranza e oppressione. E lì dove una volta c'era la libertà di obiettare, di pensare, di parlare nel modo ritenuto più opportuno, lì ora avete censori e sistemi di sorveglianza, che vi costringono ad accondiscendere a ciò. Com'è accaduto? Di chi è la colpa? Sicuramente ci sono alcuni più responsabili di altri che dovranno rispondere di tutto ciò; ma ancora una volta, a dire la verità, se cercate un colpevole.. non c'è che da guardarsi allo specchio.”
V, V per Vendetta

CSA BARATTOLO

 

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