| Il Trotter e i fatti di via Padova |
Pubblicato in No Racism! da RSK Crew
Martedì 16 Febbraio 2010 10:24
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14 Febbraio 2010
IL TROTTER E I FATTI DI VIA PADOVASabato pomeriggio un ragazzo di 19 anni, egiziano, è stato ucciso in via Padova da altri ragazzi,probabilmente sudamericani, della sua stessa età. Una lite per futili motivi sfociata in quel terribile gesto e continuata poi con una caccia da parte di gruppi di ragazzi nord-africani del quartiere. Noi che ci abitiamo nel quartiere, che abbiamo i nostri figli in questa scuola, che dedichiamo tempo e attenzione ai problemi della nostra zona per cercare di renderla migliore, esprimiamo tutto il nostro dolore per l’accaduto, respingiamo con orrore la sola idea che la provenienza geografica e culturale dei cittadini di via Padova possa essere motivo di odio e contrapposizione. Abbiamo un’altra idea della nostra città e del nostro quartiere, un’idea per la quale nessun cittadino deve sentirsi straniero. Per questo obiettivo sta lavorando da anni la nostra scuola – la Casa del Sole – il comitato genitori, le associazioni che agiscono nel parco e in primo luogo l’associazione “La Città del Sole - Amici del Parco Trotter”. L’esperienza del Trotter, e quella delle tante associazioni e parrocchie che agiscono in via Padova, dimostra che quando si lavora nella direzione della socialità, del riconoscimento e accettazione delle culture, del dialogo, i risultati arrivano, le persone fanno comunità e si sentono più sicure continuando ad essere quello che sono, senza conflitti. Non ci arriva nulla di tutto ciò, invece, dalle istituzioni milanesi: vent’anni di giunte di centro–destra in questa città, accompagnate dalla volgare propaganda leghista e dagli inutili e drammatici sgomberi di rom dell’eterno vicesindaco Decorato, hanno avvelenato le relazioni tra le persone seminando paure e sospetti verso “i diversi”. Nessuna attenzione verso i problemi sociali delle periferie da parte di queste amministrazioni, nessun sostegno alle associazioni e al volontariato, nessun tentativo di creare spazi di dialogo, socialità, incontro, e inoltre continua riduzione di risorse finanziarie e umane per prevenire il disagio, soprattutto giovanile. Solo l’esercito è arrivato, per rassicurare con cortine fumogene i cittadini impauriti. E ora raccogliamo i frutti di questa politica miope. Esigiamo a gran voce che il Comune non ci mandi solo l’esercito, ma soldi e risorse per risanare le scuole, assistere gli anziani, i giovani, i bambini, creare spazi di incontro e socialità, migliorare la vita del quartiere e renderla più sicura dal punto di vista, prima di tutto, sociale. E’ solo in questo modo che via Padova può vivere. L’intolleranza, l’odio e il disprezzo per “gli stranieri” portano solo morte. MERCOLEDI’ 17 FEBBRAIO ALLE ORE 16,30
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