L' 11 Febbraio dalle 17.00, assedio a Palazzo Marino,mentre dentro si svolge il consiglio comunale, per ribadire a gran voce che gli sgomberi vanno fermati subito, che è una vergogna per tutta Milano che nonostante l' emergenza casa, freddo e crisi continuino gli sfratti di chi ha occupato per necessità, si lascino per strada famiglie, giovani e anziani che stanchi di aspettare graduatorie infinite e l' inefficienza di Aler e comune decidono di riprendersi un diritto fondamentale, quello di poter aver una casa in cui vivere.
La politica abitativa del comune di Milano e dell' Aler è chiara: nessun investimento nell' edilizia popolare, sub appalto della gestione a cooperative, aumento dei bollettini d'affitto, nessuna sanatoria e nessuna disponibilità a trovare delle soluzioni per regolarizzare gli occupanti.
Sono migliaia gli alloggi sfitti a Milano, molti dei quali nei quartieri di edilizia popolare, sono tantissimi i soldi spesi per continuare questa politica di sgomberi, nutriti gruppi di forze dell' ordine, ufficiali giudiziari, tecnici dell A2A, dell' AEM.
E sono acora tantissimi i soldi spesi per mandare le persone sfrattate in comunità, dividendo le famiglie in una politica miope che porta alla criminalizzazione di chi lotta per avere una casa.
Questi soldi e quelli delle grandi opere della città vetrina devono essere spesi per garantire una casa accessibile, una necessità primaria che non può aspettare i tempi delle graduatorie infinite e della politiche imprenditoriali del comune in materia di edilizia.
La crisi e la precarietà si fanno sentire, poter avere una casa a Milano è un problema per migliaia di persone che non possono permettersi di pagare un affitto, solo per una stanza singola si arriva a spendere 450 euro. Poter avere una casa è una chimera anche per tutti quelli che con redditi intermittenti, grazie alle leggi sulla flessibilità lavorativa, non hanno le garanzie per aprire un mutuo. e in tanto aumentano gli sfratti per morosità anche nelle abitazioni private.
Vogliono costruire la città vetrina in vista dell' Expo 2015, con quartieri “enclave”dove è impossibile abitare per i prezzi folli delle case, costruiti con soldi pubblici per attrarre flussi di capitale e popolazioni che non vivono la metropoli ma la attraversano per consumare.
Una ristrutturazione continua di Milano non solo non pensata in base ai bisogni di chi la vive ma anche portata avanti a discapito dei diritti degli abitanti, che devono lasciare i loro quartieri perchè non più in grado di pagare gli affitti in continuo aumento.
In questo quadro, dominato dal profitto e dal “city marketing” l' amministrazione comunale e l' Aler vorrebbero liberarsi dell' edilizia popolare, ma non hanno fatto i conti con chi nei quartieri dal basso si organizza per fermare gli sgomberi, per mobilitarsi nella città, non hanno fatto i conti con quelle migliaia di precari indignati dalla situazione casa nella nostra città.
La lotta degli occupanti per necessità è una battaglia di tutta Milano perchè non diventi una città ancora più invivibile di quello che è, perchè non siamo più disposti a tollerare che nel 2010 si possa morire in strada per il freddo, perchè sappiamo che la dignità è importante e non permetteremo a nessuno di togliercela.