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Nel tardo pomeriggio del 16 Dicembre si diffonde attraverso i media la notizia che una bomba sarebbe parzialmente esplosa nella notte tra il 15 e il 16 Dicembre in un corridoio secondario della Università Bocconi di Milano. Una notizia che non può che lasciare senza parole, proprio nella settimana dell'anniversario della strage fascista e di stato di Piazza Fontana, proprio nell'anniversario esatto dell'omicidio (morte "accidentale" per "malore attivo") dell'anarchico Pinelli, 18°esima vittima della strage di Piazza Fontana. Ancora una volta mentre il governo è in piena crisi istituzionale si cerca di spegnere il dissenso seminando bombe e cercando di incolpare aree anarchiche. A 40 anni esatti la stessa storia, l'indignazione per queste buie strategie di tensione che sanno di dejavu e muffa non può che essere enorme. Lasciamo i commenti in merito a tutte le persone dotate di buon senso e memoria, e visti i tempi, dotate di connessione internet e facebook. Di seguito alcuni comunicati e dichiarazioni interessanti inerenti questa oscura vicenda :
Comunicato della (vera!) FAI, Federazione Anarchica Italiana
sito web : www.federazioneanarchica.org
La Commissione di Corrispondenza della Federazione Anarchica Italiana - FAI denuncia la natura oggettivamente provocatoria e antianarchica delle esplosioni di Milano e Gradisca d’Isonzo.
Il nome degli anarchici viene strumentalmente associato a deliranti rivendicazioni che accompagnano detonazioni e fiammate, in un momento assai significativo, a poche ore dallo svolgimento di decine e decine di manifestazioni pubbliche che il Movimento anarchico ha promosso a Milano e in tutta Italia per tenere viva la memoria della strage di Stato, dell’assassinio di Pinelli e delle montature antianarchiche che quarant’anni fa a piazza Fontana aprirono la stagione della strategia della tensione.
Lo Stato, i suoi apparati e i loro servi non possono tollerare che, a distanza di quarant’anni, la memoria storica su quei tragici fatti sia ancora viva e presente nell’opinione pubblica. Per i poliziotti di professione e per quelli di vocazione, risulta intollerabile che nelle piazze, nelle scuole, e nei luoghi di lavoro gli anarchici continuino a ricordare e a far ricordare la natura criminale del potere e delle sue strutture di dominio. Ed è per questo che, con infame puntualità, la polvere da sparo viene utilizzata nel tentativo di coprire la miseria in cui si dibatte la classe dirigente del paese.
Ancora una volta, la lotta antirazzista e l’opposizione ai Centri di Identificazione ed Espulsione per immigrati viene criminalizzata attraverso l’esercizio poliziesco della provocazione dinamitarda, proprio in un momento in cui il livello del conflitto espresso dagli immigrati smaschera giorno per giorno la natura totalitaria e razzista di questi lager contemporanei.
L’acronimo FAI, associato a una presunta "federazione anarchica informale", torna a essere vigliaccamente utilizzato per creare confusione e gettare discredito sull’impegno quotidiano profuso a viso aperto dai militanti e dai simpatizzanti della Federazione Anarchica Italiana nelle lotte sociali al fianco dei lavoratori, degli
sfruttati, degli oppressi. Respingiamo fermamente la provocazione, invitiamo i cittadini a non lasciarsi confondere dal clamore mediatico ed esortiamo gli operatori dell’informazione a non prestarsi a logiche di interessata disinformazione.
Nel denunciare questo miserabile copione, esprimiamo tutto il nostro sdegno per l’infamia di questi atti, funzionali alle logiche del potere, con cui si cerca di distruggere e infangare quello che gli anarchici cercano di costruire ogni giorno: una società libera dal potere, libera dalla sopraffazione, in cui la solidarietà,
l’uguaglianza e la giustizia sociale siano pratiche reali e quotidiane.
Commissione di Corrispondenza della Federazione Anarchica Italiana - FAI
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www.federazioneanarchica.org
Comunicato del consigliere regionale Luciano Muhlbauer
Bocconi : Bombe aiutano chi vuole avventure autoritarie. Parole De Corato sono gravi e diffamanti
Le peggiori tradizioni del nostro paese non muoiono mai. E così, ogniqualvolta che le tensioni politiche superano un certo livello, puntuale come un orologio svizzero, arriva qualche bomba. Ed è successo anche oggi, alla Bocconi e Gradisca.
Chiunque si nasconda dietro le sigle che circolano in queste ore, l’unico effetto concreto che provoca è alimentare i progetti politici che puntano alla avventure autoritarie e al restringimento degli spazi di democrazia e libertà. E se qualcuno avesse ancora dei dubbi, basta leggere le dichiarazioni gravi, diffamanti, e irresponsabili di De Corato. Le bombe sono nostre nemiche, sono nemiche di chi pensa alla politica come partecipazione e come conflitto, che nel nostro paese sono stati un motore del progresso civile, sociale e democratico. Ecco perché occorre che nessuno si nasconda e che le strade e le piazze non si svuotino.
Comunicato stampa di Luciano Muhlbauer
Dichiarazione di Giovanna Maggiani Chelli,
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
sito web : www.strageviadeigeorgofili.org
“A volte ritornano” come si dice.
Siamo seriamente preoccupati dai segnali in atto come il pacco bomba alla Bocconi, da quando le Procure cercano nuovamente la verità completa sulle stragi del 1993, si è creato un clima di grande tensione. Già dal 1998 al 2002 i pacchi bomba, a cicli alterni, hanno caratterizzato la vita del Paese. Auspichiamo non sia ancora una volta la mafia mascherata dietro sedicenti sigle, che prova a mandare messaggi affinché ciò che più desidera sia esaudito: l’impunità per i massacri del 1993 , ovvero l’uscita dal carcere attraverso l’annullamento del 41 bis.
Cordiali saluti
Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
Dichiarazione all'AGI del giudice Rosario Priore
“C'è il pericolo concreto e realistico che si riproponga una stagione di violenza simile a quella che seguì piazza Fontana” ed ancora: “Mi sembra di assistere a un dejavu, di tornare indietro a 40 anni fa, al 12 dicembre del 1969 quando esplosero le prime bombe tra cui quella di piazza Fontana a Milano, cui fu data una matrice anarchica”.
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