Pubblicato in Americhe da RSK Crew
Giovedì 10 Settembre 2009 13:37
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Tegucigalpa, 3-4 di settembre. Le marce degli ultimi due giorni nella capitale dell'Honduras hanno visto la partecipazione dell'ampio e combattivo settore della scuola che si è ricomposto nuovamente dopo tre giorni in cui le elezioni rtano proseguite. Instancabile perchè, nonostante i 70 giorni di resistenza continua contro il colpo di stato e l'imposizione della dittatura del governo di fatto di Roberto Micheletti, le marce, carovane, concerti e molte altre azioni quotidiane, ogni giorno vedono aumentare la partecipazione popolare.
Mentre i golpisti, in piena guerra mediatica, stanno promuovendo le elezioni come "soluzione" a ciò che insistono chiamare "crisi politica" che sta vivendo il paese, le vie diplomatiche si stanno esaurendo senza raggiungere nessun consenso nonostante Zelaya si sia dimostrato disponibile a firmare gli accordi di San José. Di fronte a questa situazione il Frente Nacional Contra el Golpe de Estado e i movimenti popolari si accingono ad una nuova tappa dove si dovranno definire posizioni e sviluppare nuove strategie davanti alla possibilità che si realizzi un processo elettorale sotto la dittatura di Micheletti.
Vari settori, compreso l'ex mediatore Oscar Arias, hanno sostenuto che le elezioni siano l'unica via per risolvere la crisi provocata dal colpo di stato lo scorso 28 giugno. Nonostante tutto la crescente domanda del popolo, che si evince dalle scritte sulle pareti della città e che risuona per le strade non permetterà che si porti avanti un processo elettorale sotto un governo di fatto e custodito dagli stessi militari che eseguirono il colpo di stato che ha rotto l'ordine costituzionale nel paese. Queste settimane saranno centrali per definire quale sarà la voce dei movimenti popolari e quale capacità dimostrerà, per difendere il diritto davanti all'imposizione degli interessi della oligarchia, il cui impatto sicuramente avrà ripercussioni sia a livello regionale che a livello nazionale.
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