Pubblicato in Liberi Saperi da RSK Crew
Lunedì 06 Luglio 2009 15:59
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Manifestazioni anche a Milano, dopo il fermo di 21 studenti. Cortei, solidarietà e striscioni
MILANO - A Milano arriva un po' in sordina l'onda di protesta che lunedì ha animato diversi atenei italiani contro gli arresti per gli incidenti al G8 di Torino del 18 maggio scorso. La procura di Torino ha infatti ordinato 21 arresti, che riguardano per lo più esponenti dei centri sociali: secondo la Procura avrebbero rovesciato cassonetti, tirato uova, lacrimogeni e ferito gli agenti, bloccato il traffico, danneggiato negozi. Ma l'Onda ha contestato la ricostruzione fornita dai giudici e centinaia di studenti hanno occupato per protesta i rettorati della Sapienza a Roma, della Ca' Foscari a Venezia, dell'università di Bologna e Napoli.
L'Università Statale di Milano è stata occupata per protestare ed esprimere solidarietà ai ragazzi arrestati: un gruppo di studenti - alcune decine - sono entrati nell'ufficio del rettorato, dove hanno esposto striscioni e organizzato cortei interni. Gli studenti che hanno partecipato alle manifestazioni di protesta nell'ateneo di via Festa del Perdono hanno cercato di entrare, prima di tutto, nell'ufficio del rettore, e presidente della Crui, Enrico Decleva, che però non era presente. Quindi hanno esposto striscioni dalle finestre del primo piano verso il cortile interno. In uno è scritto «Liberi tutti, liberi subito» e «Università libere e ribelli, l'Onda non si arresta. Infine gli studenti hanno percorso in corteo i corridoi dell'università diretti verso gli uffici della facoltà di Lettere e Filosofia per parlare con il preside, Elio Franzini. A lui gli studenti hanno chiesto di prendere posizione rispetto ai 21 arresti eseguiti lunedì mattina in tutta Italia. «Quello che state facendo è un reato - ha detto Franzin agli studenti - per quanto riguarda gli arresti io non so nulla e state disturbando il mio lavoro». I ragazzi dopo aver ricevuto il no da parte del docente a una presa di posizione pubblica sono usciti dal suo ufficio continuando a gridare lo slogan: «Liberi tutti subito liberi».
06 luglio 2009
Fonte: Repubblica.it
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