| Università luogo di libero sapere e cultura. non di razzismo e paura. |
Pubblicato in Liberi Saperi da Network Autoformazione
Giovedì 19 Marzo 2009 17:04
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Maroni in persona ha sentito la necessità di intervenire a proposito delle Università, con i proclami altisonanti a cui ci siamo abituati in tempi di delirio securitario, affiancati dalle dichiarazioni provocatorie di Brunetta, verrebbe da chiedersi come mai si agita il ministro dell'interno e nessuno si preoccupa di recuperare i fondi tolti in finanziaria, nonchè con le leggi 166 e 180. Non è una novità che il governo abbia deciso di trattare scuole e università come una questione di ordine pubblico e non di formazione. I tagli della finanziaria hanno portato in piazza centinaia di migliaia di persone, hanno suscitato indignazione in tutto il mondo della conoscenza, ma l'unica risposta del governo è stata minacciare lo sgombero delle occupazioni e poi spartire qualche briciola agli atenei più virtuosi ( ovvero più obbedienti, in cui il lavoro è prevalentemente precario ). Attorno alla mobilitazione del 18 marzo che ha visto in piazza in tutta italia nuovamente maestri, professoresse, studenti e ricercatrici, ma anche nelle settimane precedenti abbiamo assistito a cariche della polizia e rigurgiti neofascisti. D'altra parte le ronde, l'ultimo agghiacciante pacchetto sicurezza, il tentativo di limitare il diritto di sciopero, indicano chiaramente come il governo abbia scelto di affrontare la crisi complessivamente seminando paura e individuando i diversi, chi si ribella oppure i migranti, come responsabili della crisi o quantomeno della precarietà della vita. Ciò che accade in università dunque non è qualcosa di diverso da tutto ciò, per questo, così come non vogliamo pagare la crisi con una vita e un futuro sempre più precari, non vogliamo pagare la crisi in termini di diritti e libertà, non vogliamo polizie, razzismi e paure laddove dovrebbe esserci spazio per cultura e liberi sapere. Le autorità accademiche, come già in occasione dei tagli si assumono la responsabilità di stare di fatto dalla parte del governo, che ha appena rinnovato a De Cleva il mandato per due anni al di là di ogni regola, della sua scelta di gestire l'ordine, o dalla parte dei movimenti, in movimento, contro i tagli e la devastazione dell'università e della scuola, ma anche contro il baronato e l'università gerarchica che hanno costruito. Network dei collettivi per l'autoformazione |
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