Parata popolare per le vie di San Siro

In centinaia sabato 4 novembre abbiamo attraversato le vie del quartiere con una parata popolare a ritmo di murga con GLAMourga Macao  per chiedere casa, cultura, formazione e servizi: servono investimenti per le scuole di periferia, per l’istruzione, per i progetti doposcuola, per la cultura, per la sanità, per la socialità, per il verde, per la casa. Vogliamo essere felici e vivere in quartieri belli e solidali.

San Siro è un quartiere spesso sotto i riflettori delle cronache giornalistiche e dei proclami dei politici di turno che invocano all’emergenza sicurezza dimenticandosi volutamente di quella sociale, per nascondere le reali responsabilità e gli anni di abbandono dei quartieri popolari.

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San Siro è il quartiere delle centinaia di case vuote, oltre 600, lastrate e riscaldate, degli inquilini che si trovano a sperare di non essere fra quel 40% di case a rischio folgorazione e intossicazione, delle tante famiglie colpite dall’art 5 del Piano Casa di Renzi e Lupi che si vedono negare il diritto alla residenza e i servizi fondamentali che ne conseguono, come il poter iscrivere i bambini a scuola, avere il medico di base, poter fare i contratti di acqua, luce e gas.

San Siro, è una delle zone con il più alto tasso di abbandono scolastico, in cui mancano spazi e servizi per i giovani a fronte di affitti sempre più alti per quegli spazi dell’ ALER da far pagare caro ai commercianti. 

Aler continua a pensare che la priorità sia vendere il patrimonio pubblico, per recuperare i 400 Milioni di euro di buco di bilancio fatto tra corruzione, consulenze d’oro e appalti truccati: al momento è stato venduto il 25% del patrimonio pubblico del quartiere, mentre i lavori effettuati del contratto di quartiere sono solo il 65% di quelli previsti dopo oltre 10 anni (ad esempio non si dove siano finiti i 3 Milioni di Euro previsti per i lavori di Via Civitali).

La spazzatura agli angoli del quartiere, la microcriminalità è frutto di un abbandono sociale e strutturale del quartiere.

Non si può abbandonare una popolazione fragile nei quartieri popolari e poi tuonare alla sicurezza, millantare come soluzioni gli sgomberi, che costano migliaia di euro, producendo come risultato quello di avere una famiglia per strada e l’ennesima casa vuota, che alimenta il mercato del “racket” meccanismo pericoloso e di ricatto.

Non si può pensare di spezzare le catene della povertà che si tramanda da padre a figlio non investendo sulle scuole di zona, su servizi e spazi per i giovani, per quella possibilità di riscatto sociale che è l’unica soluzione per un futuro migliore.

Per più di otto anni ci siamo opposti a chi come sempre era forte con i deboli e debole con i forti, ma abbiamo anche provato a costruire un territorio, un quartiere diverso, abbiamo imparato insieme la forza del mutuo soccorso un’ esperienza di comunità resistente e cooperante che si riprende spazio e diritti, formazione, servizi e casa. 

Il quartiere, pur nelle condizioni di difficoltà, si organizza, con iniziative di riqualificazione, con doposcuola autogestiti, scuole d’italiano, palestre popolari, sportelli sindacali, associazioni, mercatini di scambio, feste popolari gratuite, panettieri che regalano il pane, laboratori di ricerca: una San Siro solidale che resiste alla crisi mentre istituzioni abbandonano quartieri e persone.

L’ unica sicurezza possibile è quella dei diritti, non crediamo che si possa pensare di risolvere un’ emergenza sociale con le camionette, militari, sgomberi e chiusura di spazi: servono investimenti, serve garantire diritti elementari come quello alla casa, all’istruzione, alla cultura, alla salute!

Vi invitiamo a partecipare a questa festosa parata che partirà sabato 4 novembre alle ore 16 da piazza Selinunte, ad attraversare con noi le vie del quartiere, a cooperare i insieme per poter vivere degnamente le nostre vite, per poter abitare il nostro territorio e insieme riprenderci ciò che ci spetta!!

San Siro vorrebbero dipingerlo solo attraverso i suoi problemi e darne la colpa a chi ci abita. 
San Siro è vittima dell’abbandono istituzionale che dura da decenni, della mancanza di investimenti sociali, che migliorino il quartiere e la vita di chi ci abita. 

* Si devono assegnare le centinaia di case vuote.
* Si devono regolarizzare gli occupanti per necessità.
* Si deve investire in cultura, con attività per i giovani e gli anziani. 
* Si deve investire in formazione per migliorare il futuro del quartiere. 
* Si devono fornire più servizi per migliorare la vita di tutti e tutte!

VOGLIAMO QUARTIERI VIVIBILI! CASA, CULTURA, FORMAZIONE E SERVIZI PER TUTTE E TUTTI!

* Si devono assegnare le centinaia di case vuote.
* Si devono regolarizzare gli occupanti per necessità.
* Si deve investire in cultura, con attività per i giovani e gli anziani. 
* Si deve investire in formazione per migliorare il futuro del quartiere. 
* Si devono fornire più servizi per migliorare la vita di tutti e tutte!

VOGLIAMO QUARTIERI VIVIBILI! CASA, CULTURA, FORMAZIONE E SERVIZI PER TUTTI E TUTTE!

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