Dal presidio per i Nuovi Desaparecidos: fermare il genocidio del Mediterraneo.

Oggi in Piazza della Scala come ogni primo giovedì del mese abbiamo partecipato alla Marcia per i Nuovi Desaparecidos del Mediterraneo, le decine di migliaia di persone che hanno perso la vita in mare alla ricerca di un futuro. 

Oggi abbiamo deciso di esprimere la nostra solidarietà alle Organizzazioni Non Governative che vogliono continuare a salvare vite umane, e che si sono rifiutate di firmare il codice di condotta stilato dal ministro Minniti, lo stesso che alimenta il razzismo istituzionale con i nuovi decreti su immigrazione e sicurezza. Si continua a speculare sulle vite delle persone, e ora anche su chi salva la vita delle persone, ma la responsabilità del genocidio del Mediterraneo è la Fortezza Europa impegnata a ergere muri ed esternalizzare le frontiere, allontanando la morte dagli occhi dell’Europa. 

La rete Nessuna Persona è Illegale ha deciso di partecipare al presidio portando ancora una volta le sue parole d’ordine, e ribadendo che le accuse strumentali alle ONG sono solo volte a nascondere le reali responsabilità istituzionali di Italia ed Europa che continuano a finanziare guerre e dittature in tutto il mondo, respingendo i migranti che da uei Paesi fuggono.

Una polemica strumentale che nasconde le vere responsabilità delle istituzioni che hanno creato questa crisi umanitaria lasciando il mare come unica alternativa e hanno fallito nell’ affrontarla e nel fermare il massacro.”, ecco la risposta del presidente di Medici senza frontiere di qualche mese fa, a fronte delle accuse che dall’inizio dell’anno piovevano sul lavoro delle ONG che salvano vite in mare, prima da parte di Frontex e poi da parte del Procuratore di Catania Zuccaro, sulla collaborazione tra ONG e scafisti. Accuse infondate, riprese da numerosi esponenti della Lega e del M5S, alla rincorsa del razzismo istituzionale che il Partito Democratico sta alimentando negli ultimi mesi con i nuovi decreti Minniti su immigrazione e sicurezza. 

Si sa, la calunnia è un venticello, e può diventare ben presto un ciclone, soprattutto se fa comodo ad alimentare razzismo e a raccogliere voti, e così, tra il pre-vertice a Parigi e il vertice di Tallin, il ministro dell’Interno Minniti decide di stilare un codice di condotta per le ONG che soccorrono i migranti in mare. Il regolamento prevede una serie di misure scontate come il divieto di entrare in acque territoriali libiche, il dovere di coordinare ogni operazione di salvataggio con la centrale operativa di Roma o il divieto di spegnere i trasponder, ma anche alcuni punti controversi come la presenza degli agenti armati a bordo e il divieto di trasferire i naufraghi da un’imbarcazione a un’altra durante le operazioni di soccorso.

E mentre i governi europei sono impegnati a scovare cavilli burocratici per limitare legalmente i salvataggi in mare, una nave di fascisti parte indisturbata per fermare il lavoro dei soccorsi in mare e gli sbarchi dei migranti, fermata poi diverse volte per non avere i documenti in regola (bizzarro no? chissà cosa si prova a stare in mezzo al mare senza documenti..)

 Il 25 luglio Minniti convoca le ONG per firmare il codice di condotta, ma la risposta di Medici Senza Frontiere e di tante altre è il rifiuto di sottoscrivere un documento che limita le possibilità di salvare vite umane, primo obiettivo cui il lavoro delle organizzazioni si ispira.

Il rifiuto è dovuto sia alle misure controverse di cui sopra, sia alla collaborazione con le autorità libiche. “Le strategie messe in atto dalle autorità italiane ed europee per contenere le partenze dalle coste libiche sono, nelle circostanze attuali, estremamente preoccupanti”, è scritto nella lettera inviata da Msf al ministro Marco Minniti. “La Libia non è un posto sicuro dove riportare le persone in fuga, né dal territorio europeo né dal mare. Ovviamente le attività di ricerca e soccorso non costituiscono la soluzione per affrontare i problemi causati dai viaggi sui barconi e le morti in mare, ma sono necessarie in assenza di alternative perché le persone possano trovare sicurezza”. Ma questo non è ovviamente il pensiero del governo italiano, che ha appena deciso di aumentare i fondi da dare alla Libia, dopo i 150 milioni dati per rafforzare i dispositivi di controllo per bloccare i flussi.

 

Nel 2016 sono morti più di 4.500 uomini, donne e bambini nel Mediterraneo, e il 2017 rischia di superare già da ora la cifra. 

Basta chiacchiere, fermare il genocidio nel Mediterraneo è l’unica risposta, e non fermare il lavoro di chi salva vite in mare.

 

“Dal lucrare sui morti siamo passati al lucrare su chi salva i vivi.” 

 

Domani alle 18.30 tutte e tutti in Piazza della Scala per la Marcia dei Nuovi Desaparecidos! 

 
 
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