Contro racket e speculazioni, una presa di parola.

E’ notizia di ieri quella dei 5 arresti per “racket” nelle occupazioni delle case popolari, dopo oltre 3 anni di indagini.

Alcuni si dicono felici di questi arresti, come se potessero risolvere il problema ben più profondo in cui versano i nostri quartieri popolari: l’abbandono. 

Problema di cui il racket, la microcriminalità, la “paura” sono solo sintomi.

Speculare sulle case popolari è CRIMINALE, ma a farlo non sono le famiglie che pur di non finire in mezzo ad una strada sono finite nelle mani di speculatori come il meccanismo del racket, che noi  denunciamo pubblicamente da anni, che indichiamo come l’altra faccia della medaglia di una speculazione criminale che sta distruggendo il nostro territorio. 

Da un lato l’Aler e le Istituzioni hanno abbandonato interi quartieri, privati di ogni risorsa, usati come fonte di appalti e mazzette, dall’altro il racket si è approfittato di chi vive l’emergenza abitativa e delle case lasciate vuote.

E il problema non si risolverà con questi arresti. Perché il cuore del problema è che migliaia di case popolari rimangono sfitte, mentre decine di migliaia di persone ogni anno vengono sfrattate, alimentando un bisogno a cui non solo non si riesce a dar risposta, ma addirittura sfacciatamente si priva di una soluzione così semplice: ASSEGNARE LE CASE VUOTE. 

A chi dice che la soluzioni siano gli sgomberi massivi, facciamo notare che le case che vengono sgomberate rimangono vuoti per altri anni, alimentando così il mercato del racket, che può ingannare l’ennesima famiglia bisognosa. 

Le soluzioni sono semplici, ma hanno bisogno di coraggio per essere messe in campo; coraggio perché vorrebbe dire fermare veramente il racket, vorrebbe dire fermare la speculazione istituzionale sui nostri quartieri, vorrebbe dire investire veramente e non le briciole di adesso. 

Con una SANATORIA degli occupanti, si darebbe un contratto a chi ne ha veramente bisogno, a chi ha dovuto occupare per necessità, a chi avrebbe diritto ad una casa ma non ha potuto aspettare anni e ha deciso di riprendersi quel diritto.

Con il BLOCCO della VENDITA delle CASE POPOLARI si smetterebbe di togliere patrimonio pubblico a chi ne ha bisogno. 

Con l’ASSEGNAZIONE delle CASE POPOLARI VUOTE (ce ne sono oltre 10MILA solo a Milano) si fermerebbe veramente il racket e si darebbe respiro alle 24Mila famiglie in lista d’attesa per una casa popolare. 

Comitato Abitanti San Siro – Asia Milano

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