25 aprile “No one is illegal – Nessuna persona è illegale”.

 14.00 @Palestro corteo NO ONE IS ILLEGAL – NESSUNA PERSONA E’  ILLEGALE

 APPUNTAMENTI DELLA MATTINA

 ♦ 9.30 al Cimitero Maggiore “PORTA UN FIORE AL PARTIGIANO” 

 ♦ 10.00 CORTEO DI QUARTIERE, giro delle targhe in memoria dei partigiani a San Siro,  partenza Via Micene

Noi siamo la città migrante, meticcia, solidale: lavoratrici e lavoratori, studenti di scuole e università, precari, attivisti, associazioni, abitanti dei quartieri popolari, migranti e persone di seconda e terza generazione.

Viviamo sulla nostra pelle il dissolversi dei diritti del lavoro, l’erosione dei nostri redditi, le politiche urbanistiche e sociali dalle quali ogni orizzonte di giustizia sembra ormai scomparso per lasciare il posto alla criminalizzazione della povertà.

Resistiamo a una condizione di perenne insicurezza che impedisce di dare stabilità ai nostri progetti di vita: fa poca differenza che a produrla siano la disoccupazione e la precarietà, o la restrizione dei diritti alla casa e alla salute, o leggi che ci costringono alla continua lotteria dei permessi di soggiorno. 

CONTINUA A LEGGERE L'APPELLO

Ci vorrebbero in guerra gli uni contro gli altri, soffiando sul fuoco della nostra rabbia per disperdere le nostre energie: residenti contro immigrati, precari contro disoccupati, rifugiati contro migranti economici, regolari contro irregolari; a questo servono le politiche che, producendo zone grigie ai margini della legalità, generano paura e razzismo.

Rifiutiamo l’idea che il razzismo sia in qualche modo causato dallo scarso controllo esercitato sui migranti, e che perciò vada combattuto restringendo i diritti delle persone: al contrario, alla base del razzismo sta proprio la creazione dello spauracchio del “clandestino”, alimentata attraverso gli ostacoli al soggiorno legale e la segregazione delle persone migranti; è una tattica che conosciamo già fin troppo bene, e che ha prodotto sotto i regimi nazifascisti i peggiori massacri della storia.

Noi rigettiamo queste false contrapposizioni, perché davanti alla privazione della dignità, l’unica azione concreta è il mutuo soccorso, davanti al comune problema dell’ingiustizia, l’unica risposta efficace è la solidarietà.

Per questo lavoriamo ogni giorno per creare occasioni d’incontro e aiuto reciproco, facendo delle nostre diversità una ricchezza attraverso le attività concrete che portiamo avanti; combattiamo fascismo e razzismo non con i proclami, ma creando conoscenza e condivisione.

Con le nostre mani, col nostro impegno, abbiamo dato vita a una moltitudine di esperienze che ogni giorno praticano solidarietà concreta: associazioni culturali e di volontariato, collettivi studenteschi, comitati di quartiere, scuole d’italiano per migranti, forze sindacali, sportelli legali, palestre popolari e molto altro: siamo i promotori di un’accoglienza degna per tutte e tutti dal basso.

Ovunque in Europa in risposta a situazioni che negano la dignità nascono esperienze di auto-organizzazione che dando supporto concreto alle persone generano relazioni di solidarietà: questa è la vera resistenza ai blocchi e alle politiche xenofobe, questo l’antidoto all’insorgere di tentazioni autoritarie, tanto più forti quanto più i governi si affidano a dispositivi di controllo poliziesco e militare.

Abbiamo raccolto perciò la parola d’ordine “Nessuna persona è illegale”, lanciata dalla grande manifestazione di Barcellona del 18 febbraio, facendone la base per la nostra proposta di un’accoglienza dal basso e circolare, basata sulla reciprocità e sull’autodeterminazione e non sulla militarizzazione e sulla segregazione.

A Milano, come a Barcellona, ci mobilitiamo per denunciare l’incapacità dei governi nazionali e dell’intero sistema europeo di costruire un’accoglienza degna, per portare alla luce la solidarietà che pratichiamo con tutte le cittadine e i cittadini indipendentemente dalla loro provenienza e il nostro impegno per la costruzione di città meticce, per contrapporre alle politiche razziste e fasciste che cancellano i diritti delle persone la nostra proposta e il nostro impegno quotidiano per un’Europa solidale.

Vogliamo aprire da oggi una grande discussione pubblica sulle prospettive di un futuro fondato sul mutuo soccorso e l’arricchimento reciproco: a queste idee vogliamo dare corpo elaborando proposte di breve e lungo periodo a tutti i livelli: locale, nazionale, internazionale.

 · Diciamo basta alle politiche europee ed italiane di respingimento ed esclusione: no agli accordi con dittature e paesi in guerra, che finanziano gli aguzzini e moltiplicano i morti, no alla violazione dei diritti umani negli hot spot e nei centri, denunciata tra gli altri da Amnesty International, no ai decreti Minniti che riproducono l’idea del migrante come nemico tramite la detenzione amministrativa, i rimpatri forzati, i tribunali speciali, i poteri straordinari ai sindaci.

 ·  Chiediamo libertà di movimento: vogliamo che tutte le persone siano libere di poter scegliere dove costruire la propria vita e che possano farlo in modo dignitoso; rifiutiamo perciò le strutture-ghetto e la logica razzista dei servizi riservati ai migranti, proponiamo invece che le ingenti risorse destinate al respingimento e alla segregazione siano sottratte alle mani di trafficanti, speculatori e mercanti di armi e dedicate all’accoglienza diffusa e a servizi migliori per tutte e tutti indipendentemente dalla nazionalità.

 Accogliamo l’invito a dar vita nella prossima primavera a un grande corteo come quello di Barcellona sulla base dell’assunto che nessuna persona può essere considerata illegale, sia che scappi da una guerra o da una dittatura, sia che abbandoni territori devastati dagli stessi paesi che poi la respingeranno, sia che parta alla ricerca di un futuro migliore: sfidiamo da oggi le istituzioni che si proclamano antirazziste a prendere posizione sulle politiche di respingimento e di segregazione, e soprattutto ad agire coerentemente alle proprie dichiarazioni nell’esercizio reale dei propri poteri.

Invitiamo intanto tutte le cittadine e i cittadini che come noi pensano che i diritti si allarghino se sono condivisi, che come noi credono nella solidarietà e non nella paura, a fare del prossimo 25 aprile una giornata di antirazzismo e solidarietà insieme alle persone migranti, perché la memoria sia uno strumento per riprendersi il presente e costruire il futuro.

NESSUNA PERSONA È ILLEGALE

NO ONE IS ILLEGAL

PERSONE N’EST ILLÉGAL

Naga – Cantiere – Cambio Passo – Zona 8 Solidale – Milano Senza Frontiere – Comunità Curda di Milano – Associazione Senegalesi di Milano – Convergenza delle Culture – Dimensioni Diverse – Coordinamento dei Collettivi Studenteschi – Scuola Abba Abdoul Guibre – Soy Mendel – Collettivo 20092 – Memoria Antifascista – USB Lombardia – Macao – Lambretta – Alleanza Pais Milano – Spazio di Mutuo Soccorso – Comitato degli Abitanti di San Siro – Black Panthers – CASC – Milano in movimento – PRC Milano – Eterotopia – Sinistra Anticapitalista – Accesso Cooperativa Sociale ONLUS

La Camera ha approvato il decreto Minniti-Orlando con 240 voti a favore, 176 voti contrari e 12 astenuti. Il governo Gentiloni ha blindato il decreto ponendo la mozione di fiducia, che è stata approvata con larga maggioranza l’11 aprile.

Continua a leggere l’ approfondimento “Rifiutiamo la legge Minniti-Orlando – NoOneIsIllegal” >> [CLICCA QUI]

APPELLO IN INGLESE

We are the multicultural city, the mixed society: male and female, workers, students of high schools and universities, precarious workers, activists, associations, inhabitants from the suburbs, migrants and persons of second and third generation.

We live on our skin the dissolution of labor rights, the elimination of our income, we live on our skin urban and social policies in which the horizon of Justice seems to disappeared , in order to criminalize poverty.

We stand in a state of insecurity that doesn’t give us the possibility to give stability to our plans for the future: it makes no difference if this is produced by unemployment and job insecurity, or restriction of the rights to housing and health, or laws that force us in hoping to get permits of stay and documents.

They would like to put us one against each other, stoking our anger to dissipate our energies: residents against immigrants, temporary workers against unemployed, refugees against migrants, documented against undocumented; this is why they keep on creating policies that make people stay illegaly, generate fear and racism.

We reject the idea that racism is somehow caused by less control exercised on migrants, and therefore should be fought by restricting people’s rights: on the contrary, the basis of racism is precisely the creation of the term “clandestine”, stoke through barriers to legal stay and segregation of migrants; It’s a tactic that we already know all too well, and that was also used under the Nazi regimes, one of the worst massacres in history.

We reject these false oppositions, because before the deprivation of dignity, the only concrete action is the mutual aid in front of the common problem of injustice, the only effective response is solidarity.

We work every day to create opportunities to meet and help each other, in order to produce wealth from our diversity through concrete activities that we carry on everyday; We fight fascism and racism not with words, but promoting knowledge and sharing.

With our hands, with our commitment, we’ve created a multitude of experiences that everyday practice real solidarity: cultural and voluntary associations, student’s collectives, neighborhood committees, schools of Italian for migrants, trade unions, legal help desk, popular gyms and much more: we are the promoters of a welcome enviroment for everybody that started from the bottom.

Everywhere in Europe in response to situations that deny the dignity were born experiences of self-organization that give concrete support to people, that generate relations of solidarity: this is the real resistance to blockade and xenophobic policies, this is the antidote to the authoritarian temptations.

We have therefore raised the slogan of “No one is illegal”, launched by the big demonstration in Barcelona on February 18th, were under this words 200.000 people marched together. The base of our proposal for a bottom and circular welcoming, based on reciprocity and self-determination and not militarization and segregation.

In Milan, as in Barcelona, we ​​mobilize ourselves to denounce the inability of national governments and of the entire European system to build a welcome worthy, to bring to light that we practice solidarity with all the citizens regardless  their origin. With our commitment we build a mixed city and inclusive Europe to oppose to racist and fascist policies that erase the rights of people.

We want to open today a large public debate on the prospects of a future based on mutual aid and mutual enrichment: we want to give shape to these ideas drafting proposals for short and long term at all levels: local, national, international.

We say enough to the European and Italian policies of rejection and exclusion: no agreements with dictatorships and countries on war, which finance torturers and multiply the dead, no to the violation of human rights in hot spots and centers, reported, among others, Amnesty International, no to Minniti-Orlando decrees that reproduce the idea of ​​the migrant as an enemy through administrative detention, forced returns, the special courts, the extraordinary powers to the mayors.

We demand freedom of movement: we want all people to be free to choose where to build their lives and that they can do with dignity; Therefore we reject the ghetto shelter and racist logic of  services “reserved” to migrants, we propose instead that the huge resources devoted to rejection and segregation have to be taken off the hands of traffickers, arms dealers and speculators and designed to suit the widespread and better services for all and everyone regardless of nationality.

We welcome the invitation to give birth, the next spring to a big parade like that of Barcelona, on the assumption that no person may be regarded as illegal, whether they run away from a war or a dictatorship, whether they escape from territories devastated by the countries who then reject them, in order to starts looking for a better future: challenge today the institutions that call themselves anti-racist to comment on the policies and rejection of segregation, and above all to act consistently with its own statements in the exercise of its real powers.

We invite meanwhile all the citizens that think like us, that the rights become larger if they are shared, that as we believe in solidarity and not in fear, to make next April 25 a day of anti-racism and solidarity with the migrants, because the memory is a tool to recover the present and build the future. 

APPELLO IN FRANCESE
Nous sommes la ville immigrée, métissée, solidaire : travailleuses et travailleurs, étudiants des écoles et des universités, précaires, activistes, associations, habitants des quartiers populaires et individus de seconde et troisième génération. 

Nous vivons de notre chair l’érosion des droits du travail, la fonte de nos revenus, les politiques urbaines et sociales où l’ horizon de justice semble avoir disparu pour laisser place à la criminalisation de la pauvreté. 

Nous résistons à une condition d’insécurité perpétuelle qui empêche une certaine stabilité de nos projets de vie : il y a peu de différence entre ce qui produit le chômage et la précarité, la restriction des droits au logement ou à la santé, et lire qu’ils nous contraignent continuellement à la loterie des permis de séjour. 

Ils nous voudraient en guerre les uns contre les autres, en soufflant sur le feu de notre colère pour disperser nos énergies : résidents contre immigrés, précaires contre chômeurs, réfugiés contre migrants économiques, régularisés contre sans papiers. À cela ils servent leurs politiques qui, en produisant des zones grises aux marges de la légalité, engendrent peur et racisme. 

Nous refusons l’idée que le racisme soit causé d’une certaine manière par le manque de contrôles exercés sur les migrants, et qui doit donc donc être combattu en restreignant les droits sur les personnes. Au contraire. À la base du racisme se trouve l’invention de l’épouvantail du « clandestin » alimenté par les obstacles aux séjours légaux et la ségrégation des personnes immigrées; c’est une tactique que nous connaissons déjà trop bien et qui a produit sous les régimes nazis et fascistes les pires massacres de l’histoire. 

Nous rejetons ces fausses oppositions parce que devant la privation de dignité, seule l’action concrète est le secours mutuel; devant le problème commun de l’injustice, la seule réponse efficace est la solidarité. 

C’est pour cela que nous travaillons chaque jour pour créer des occasions de rencontre et d’aide réciproque, en faisans de notre diversité une richesse à travers les activités concrètes que nous portons vers l’avant; que nous combattons le fascisme et le racisme non par des discours mais en créant de la connaissance et du partage. 

Avec nos mains, avec notre engagement, nous avons donné vie à une multitude d’expériences qui, chaque jour, pratiquent la solidarité concrète : associations culturelles et de volontariats, collectifs étudiants, comités de quartiers, écoles d’italien pour les personnes migrantes, forces syndicales, guichets juridiques, gymnases populaires et tant d’autres. Nous sommes promoteurs d’un accueil digne pour toutes et tous à partir du bas.

Partout en Europe la réponse aux situations indignes, naissent d’expériences d’auto-organisation en donnant un support concret aux personnes, générant des relations de solidarité. Voici alors la vraie résistance aux blocs et aux politiques xénophobes, voici l’antidote aux tentations autoritaires qui surgissent, toujours plus fortes quand les gouvernements se confient les dispositifs de contrôle policiers et militaires. 

Nous avons donc recueilli le mot d’ordre « Personne n’est illégal », lancé par la grande manifestation de Barcelone le 18 février, en en faisant la base de notre proposition pour un accueil partant du bas, circulaire, basé sur la réciprocité et l’autodétermination; non sur la militarisation et la ségrégation. 

A Milan, comme à Barcelone, nous nous mobilisons pour dénoncer l’incapacité des gouvernements nationaux et de l’ensemble du système européen pour construire un accueil digne, pour porter à la lumière la solidarité que nous pratiquons avec les citoyennes et citoyens, indépendamment de leurs provenances et de leurs engagements, pour la construction d’une ville métisse, pour opposer aux politiques racistes et fascistes qui éliminent les droits humains; ainsi notre proposition et notre engagement pour une Europe solidaire. 

Nous voulons ouvrir dès aujourd’hui une grande discussion publique sur les perspectives d’un avenir basé sur le secours mutuel et l’enrichissement réciproque : nus souhaitons donner corps à en élaborant des propositions pour des périodes brèves ou plus longues, à tous les niveaux : local, national, international. 

  • Nous disons STOP aux politiques européennes et italiennes de rejet et d’exclusion : Non aux accords avec les dictatures et pays en guerre qui financent et multiplient les morts, Non a la violation des droits humains dans les Hot-spot et dans les centres, dénoncés entre autre par Amnesty International, Non aux décret Minniti qui reproduit l’idée du migrant comme un ennemi à travers les détentions administratives, les rapatriements forcés, les tribunaux spéciaux, et les pouvoirs extraordinaires accordés aux maires.
  • Nous demandons la liberté de circulation : nous voulons que toutes les personnes soient libres de pouvoir choisir où construire leur propre vie et qu’elles puissent le faire de manière digne; nous refusons donc les structures ghettos et la logique raciste des services réservés aux migrants, nous proposons que les ressources considérables destinées au rejet et à la ségrégation soient soustraites des mains des trafiquants, spéculateurs et marchands d’armes et dédiées à un accueil large, à des services meilleurs pour toutes et tous indépendamment de leur nationalité.

Nous accueillons alors l’invitation à donner vie pour le printemps à une grande manifestation comme celle de Barcelone, partant du principe que personne ne peut être considéré comme illégal, tantôt échappant une guerre ou une dictature, tantôt abandonnant des territoires dévastés par ces mêmes pays qui les repoussent, partant à la recherche d’un futur meilleur. Nous défions dès aujourd’hui les institutions qui se proclament antiracistes à prendre position sur les politiques de rejet et de ségrégation, et surtout à agir de manière cohérente à leurs propres déclarations dans l’exercice réelle de leurs pouvoirs.

Nous invitons citoyens et citoyennes qui comme nous pensent que les droits sont enrichis lorsqu’ils sont partagés, qui comme nous croient à la solidarité et non à la peur, a faire de ce prochain 25 avril une journée de l’antiracisme et de la solidarité tous ensemble avec les personnes migrantes, parce que la mémoire est un instrument pour se réapproprier le présent et construire le futur. 

APPELLO IN ARABO

لا أحد غير شرعي 
نحن مدينه مهاجره متعددة الجنسية موحدين عمال وعاملات . طلبة مدارس وجامعات نشطاء وجمعيات سكان مناطق شعبية , مهاجرين وأشخاص من الجيل الثاني والثالث نعيش على جلودنا لحل حقوق العمل تآكل الدخل . يبدوا ان السياسات الحضريه و الاجتماعيه في في كل أفق العدل قد اختفت لافساح الطريق ولتجريم الفقر . تصمد دائما في حالة انعدام الأمن الوطني أو تقييد حقوق السكن وحقوق الصحه أو قوانين تدفعنا على مطالبة تصاريح الأقسام .
يريدوننا في حروب مع أنفسنا ينفخون على نار غضبنا لإضاعة طاقطتنا .
السكان ضد المهاجرين والعمال ضد العاطلين اللاجئين ضد الامهاجرين الاقتصادين ، شرعيين ضد غير شرعيين وتوليد الخوف والعنصريه .
نحن نرفض العنصريه بطريقه أو بأخرى للتحكيم الفقر الذي يمارس على المهاجرين وبالتالي يجب أن تخلص عكسا عن طريق تقييد حقوق الناس .
أساس العنصريه هو إنشاء شبح من ( الغير شرعيه ) تحديدا وغذاءه من خلال العقبات التي تحول من دون أقامه قانونيه والفصل بين المهاجرين وهذا هو التكتيك الذي نعرفه جيدا والتي أنتجت في ظل الانظمه النازيه وهي من أسوأ المجازر في التاريخ .
نحن نرفض هذه المعارضه الكاذبه لأنها تؤكد على الحرمان من الكرامه 
والحل الوحيد هو المساعده المتبادله أمان مشاكل الظلم المشتركه والتضامن هو الاستجابه الفعاله من أجل هذا نحن نعمل كل يوم لإنشاء فرص للاتفاق ومساعدة بعضنا البعض ، نحن نقاتل الفاشيين والعنصريين ليس من أجل النشر ولكن لخلق المعرفه و المشاركه بأيدينا وجهدنا ، استطاعوا انشاء حياه للتضامن الحقيقي والجمعيات الثقافيه والتطوعيه . والطلبه الجامعيه لحماية المناطق الشعبيه . مدارس ايطاليه للمهاجرين . مكاتب قانونيه . صالات رياضيه شعبيه . نحن نرحب بالجميع ترحيبا من القاع في كل مكان في أوروبا ونستجيب على حالات نكر الكرامه .
لذا فقد قمنا برفع شعار ( لا أحد غير قانوني ) التي أطلقت في مظاهرة كبيره في برشلونه 18 فبراير مما يجعلها أساسا لاقتراحاتنا الترحيب من الأسفل على اساس المعامله بالمثل وتقرير المصير وليس بالعسكره والعزل.
ميلانو مثل برشلونه تحتشد للتنديد بعجز الحكومه الوطنيه والنظام الأوربي بأكمله لخلق ترحيبا بالكرامه لجعل تضامننا في الضوء مع جميع المواطنين بغض النظر عن الأصل والتزاماتنا لبناء مدينه مختلطه المعارضه السياسات الفاشيه والعنصرية الذين يسمحون حقوق الإنسان وردنا التزماتنا اليوميه في أوروبا شامله .
اليوم نريد فتح مناقشه عامه كبيره حول افاقه مستقبل يقوم على مستقبل يقوم على التعاون  المتبادل هذه الأفكار نحن نريد نعطي الجسم صياغه مقترحات على المدى الطويل والقصير على جميع المستويات المحليه والوطينه والدوليه .
ونحن نقول كفى للسياسات الاوروبيه ونرفض الاستبعاد على أي اتفاقيات مع الديكتاتوريات ودول في حالات الحرب لتمويل التعذيب وكثرة الأموات ، لا لانتهاك حقوق الإنسان في المناطق والمراكز الساخنه وذكرت من بين أمور أخرى من قبل منظمة العفو الدولية لا لمراسم MINNITI الذين يزعمون أن المهاجر هو العدو من خلال الاعتقال الإداري والاعاده القسريه والمحاكم الخاصه وصلاحيات استثنائية لرؤساء البلديات .
نطالب بحرية الحركه ، نريد كل الناس أحرار في اختيار مكان بناء حياتهم وأن يمكن ان تتفعل بطريقه كريمه ولذلك نحن نرفض الغيتو والمنطقه العنصريه من الخدمات المتخصصة للمهاجرين ومقترح بدلا من ذلك بناء موارد ضخمه متخصصه للرفض والعزل ومن ينجي من أيدي المجرمين وتجار السلاح وتصميم التناسب مع الخدمات على نطاق واسع وأفضل للجميع بغض النظر عن الجنسيه والترحيب لدعوه لإعطاء حياه جديده في الربيع المقبل في حشد كبير من هذا القبيل من برشلونه على افتراض أي شخص يعتبر غير قانوني سواء هارب من حالة حرب أو ديكتاتوريه سواء تخلى عن الأرض التي دمرتها البلاد الذين يرفضون ذلك وهو البدء في البحث عن مستقبل أفضل ، نتحدى اليوم المؤسسات التي تطلق على نفسها المناهضه للعنصريه والتعليق على السياسات ونبذ التفرقه وقبل كل شئ للعمل بالاستمرار مع البيانات الخاصه بها في ممارسة صلاحياتها الحقيقيه .
ونحن ندعو في الوقت نفسه جميع المواطنين كما نعتقد أن الحقوق تصبح أكبر إذا تم تقاسمها وهذا لأننا نعتقد في التضامن وليس في الخوف لجعل 25 أبريل المقبل يوم لمكافحة العنصريه والتضامن مع المهاجرين لأن الذاكره هي أداة لاستعادة الحاضر وبناء المستقبل 


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