Milano come Barcellona? Nessuno è illegale.

Sabato 18 Febbraio le strade di Barcellona si sono riempite al grido di:” Nessuno è illegale. Vogliamo accogliere“. Si parla di 200.000 persone che hanno deciso di scendere in piazza per rivendicare i diritti dei migranti chiedendo al governo spagnolo un cambiamento di rotta che corrisponda ad un’accoglienza dignitosa e all’abbattimento delle frontiere come a Ceuta. Nel 2015 secondo il cosiddetto “sistema delle quote” (di per sè orrendo, come se le persone fossero pacchi da distribuire in giro per l’Europa con destinazioni diverse a discrezione dei governi) la Spagna si era impegnata ad accogliere circa 16mila persone, invece non ha fatto che accoglierne appena mille. Nelle prime file del corteo la sindaca di Barcellona Ada Colau che si è sempre spesa a favore di un’accoglienza degna per i migranti e contro le politiche applicate dal governo spagnolo e dall’Unione Europea. 

Un messaggio forte e chiaro di solidarietà ai migranti e di volontà di costruire città meticce, e insieme di denuncia di un sistema europeo e di governi nazionali incapaci di costruire un’accoglienza degna, è arrivato alle orecchie dei Paesi di tutta Europa e anche oltre oceano.

Questa mattina Milano si sveglia con un’ottima notizia: l’assessore alle Politiche Sociali Majorino annuncia per il 20 maggio una grande manifestazione a Milano che sia in grado di replicare quella di Barcellona con le parole d’ordine “Nessuno è illegale. Vogliamo accogliere”. Molto felici che l’assessore abbia avuto questa bella idea. 

 

Ci aspettiamo allora una manifestazione contro le politiche del governo che ha appena approvato il nuovo decreto legge Minniti sull’immigrazione: istituzione di tribunali speciali per l’immigrazione, riduzione di un grado del contenzioso delle domande d’asilo facilitando espulsioni e rimpatri forzati per i quali sono stati stanziati 19 milioni, impiego dei richiedenti asilo nei lavori socialmente utili su base volontaria e gratuita, estensione a tutte le Regioni dei CIE, o meglio CPR (centri di permanenza per i rimpatri).

 

Ci aspettiamo allora una manifestazione contro l’accoglienza in strutture-ghetto e per un’accoglienza diffusa e dignitosa, che corrisponda quindi alla partecipazione del Comune di Milano in primis e degli altri Comuni ai bandi SPRAR, esattamente predisposti a questo tipo di accoglienza.

 

Ci aspettiamo allora una manifestazione che denunci l’accordo che l’Italia ha firmato con la Libia per finanziamenti a polizia di frontiera e guardia costiera per arginare i flussi, bloccando la rotta per il Mediterraneo e continuando la via di esternalizzazione delle frontiere, continuando ad alimentare i rimpatri forzati.

 

Ci aspettiamo allora una manifestazione contro le continue violazioni dei diritti che avvengono quotidianamente negli hotspots italiani e nei centri, che associazioni come Amnesty International hanno più volte denunciato non trovando nessuna risposta da parte delle istituzioni.

 

Ci aspettiamo allora che se “Nessuno è illegale” allora non ci saranno dinieghi per i migranti e le migranti, e che a seguito di una micro-accoglienza diffusa affiancata da un sostegno volto all’inserimento ci sarà la possibilità per le persone di autogestire la propria vita, libere di scegliere dove e come vivere.

 

Nel frattempo continuiamo a costruire comunità meticce nei territori che viviamo, costruendo un’accoglienza dal basso che vive di solidarietà e mutuo soccorso.

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